Al secondo posto tra i migliori scrittori di viaggio degli ultimi cento anni, a detta del quotidiano britannico “The Times”, Freya Stark racconta la misteriosa via dell’incenso.
Soltanto chi ha provato la paura e il piacere dell’essere solo e lontano da casa, può raccontare quel senso di libertà assoluta possibile nella solitudine e amplificato dall’essere altrove. Perché, almeno ogni tanto, la solitudine è indispensabile al viaggio.
Siamo ormai assuefatti a una società dove il valore delle cose si misura in denaro, dove tutto è in vendita e nulla è gratis, neppure i sentimenti. Tanto che, quando viaggiamo altrove, siamo sospettosi e restii ad accettare i gesti di spontanea gentilezza. Ma è proprio viaggiando che si incontra il meglio dell’uomo.
C’è la nostalgia dello spazio e quella del tempo. La prima è desiderio di casa, ma per un viaggiatore è anche nostalgia della strada percorsa e delle persone avvicinate, desiderio di nuove terre e nuovi orizzonti.
