
Viaggio nell’Oriente mistico, in compagnia di qualche scimmia, fra i tempi induisti dedicati a Kali Bhairava (Shiva nel suo aspetto terrifico), le statue del Buddha e gli sguardi dei monaci in preghiera.

A passeggio nell’Asia, nel cuore della capitale nepalese. Una nazione incastonata tra la pianura del fiume Gange e l’imponente catena montuosa dell’Himalaya.

Alla fine del viaggio, oggi come in passato Lhasa è il cuore del Tibet. Il Potala e il Jokang. I sacri percorsi del Barkor, il Cerchio dentro il “gonpa” e il Lingkor intorno alla città. Simbolo di rivolta non violenta.

Continua il viaggio in una delle terre più inospitali del pianeta, per questo una delle più affascinanti. Gyantze, fusa nella roccia. Schigatze e il Tashilumpo, residenza del Panchen Lama. Sakya, sede monastica “dei Berretti Rossi” e Ganden, distrutta da potenti cariche di dinamite.
Fin dall’antichità le montagne sono state considerate luoghi sacri e ponti fra umano e divino. Diversa è la moderna passione per le montagne e l’alpinismo: un misto di piacere della conquista e desiderio di wilderness.

La rivolta anticinese del 2009 ha provocato una dura repressione come quella di cinquant’anni. Racconto di un ultimo viaggio via terra da Kathmandu a Lhasa, la frontiera più vicina alla cima del mondo.

Universo con leggi e segreti. Sospeso a 4000 metri, circondato dalle montagne più alte della terra. Tremila monasteri. Pastori e monaci in una regione impervia, isolata per secoli e protetta da una natura matrigna. Un mondo a parte, oggi, ferita aperta di un Occidente ambiguo.

Studiati per la loro unica capacità di trasportare grandi pesi fino sul tetto del mondo. Ammirati per la loro forza e la loro resistenza. Viaggio in compagnia delle coraggiose guide nepalesi.

I vecchi amici nepalesi di Edmund Hilary, il primo uomo a scalare l’Everest, si raccolgono in preghiera sul Tetto del mondo perché la sua anima si reincarni e torni presto tra loro dopo la morte.

Edmund Hillary, simbolo di un alpinismo che fu, sì è spento lasciando nel mondo e tra i suoi amici nepalesi un vuoto incolmabile.
