
Una collezione unica al mondo di 42 sculture ricorda gli anni della dittatura comunista in Ungheria. Sono state tutte “alloggiate” alla periferia della capitale magiara. Lontane da un passato pesante.

Una collezione unica al mondo di 42 sculture ricorda gli anni della dittatura comunista in Ungheria. Sono state tutte “alloggiate” alla periferia della capitale magiara. Lontane da un passato pesante di morte e dittatura.

Quattro viaggi, 134 paesi visitati, più di 250.000 chilometri percorsi sulla sua vespa, Giorgio Betttinelli ci racconta la sua ultima avventura. Davvero emozionante.

Viaggio nell’enorme museo antropologico all’aperto che ospita riproduzioni delle abitazioni di ognuna delle etnie cinesi, disseminando l’area di casette di legno, capanne, pagode, palafitte immerse nel verde.

Viaggio nelle cinquantasei etnie cinesi, eterogenee non solo dal punto di vista numerico, ma anche dal quello sociale, religioso e culturale. Tutto questo lo si può trovare in un museo della capitale.

Viaggio a Lilongwe, capitale dello stato africano, alla scoperta dell’equivoco edificio funerario dedicato a Kamuzu Hastings Banda, il sanguinario ed eccentrico ex dittatore del piccolo stato africano.

Dove è il vicino meno conosciuto tra i vicini dell’Italia? A che punto è del suo cammino da severo custode dell’ortodossia comunista a terra di tutte le libertà? In mezzo al guado, in alto mare.

Stephen Lovell, ricercatore in Storia moderna europea al King’s College di Londra, ci accompagna mano nella mano nello studio dell’avvenire del ex colosso sovietico.
Secondo il rapporto del Comitato per la protezione dei giornalisti, al 1 dicembre di quest’anno ci sono nel mondo 125 operatori di informazione dietro le sbarre. 56 lavoravano su Internet. Il record è della Cina.

A pochi chilometri dalla capitale lituana, Vilnius, per rivivere sulla propria pelle il regime dell’Unione sovietica. Bastano cinquanta euro.
