
Situato in cima alla città vecchia, l’antico forte domina l’intero panorama calabrese. Lassù si può godere del blu del Mar Ionio, e il profumo della Magna Grecia è in ogni flutto che si scontra contro il cielo.

Edificato da Roberto il Guiscardo (1025-1085) nella seconda metà dell’undicesimo secolo (attorno al 1073), il castello ducale di Corigliano Calabro (Cs) fece parte delle fortificazioni erette per controllare la città.

Il sole si diffonde sopra e sotto le acque lacustri di un bacino artificiale. Lassù, a 1143 m. Sull’Altopiano della Sila Grande, in provincia di Cosenza. Tra Camigliatello Silano e Longobucco.

Il sole si diffonde sopra e sotto le acque lacustri di un bacino artificiale. Lassù, a 1143 m. sull’Altopiano della Sila Grande, in provincia di Cosenza. Tra Camigliatello Silano e Longobucco.

Viaggio dentro la campagna calabrese. All’ombra di un gigantesco ulivo. Pungendosi tra i rovi per assaporare qualche mora selvatica. Incespicando tra gli arbusti e qualche giovane pera caduta sulla fertile terra.

Soffermarsi davanti a un fico appena addentato da qualche creatura del sottobosco. Il sapore dei frutti selvatici. L’architettura quasi cristallina di una ragnatela sospesa tra i rami degli alberi. Tra le colline dell’Italia meridionale.

Un ciuco che traina un carretto. L’antico parafulmine e l’orologio della chiesa della città. Le scritte verniciate sulla parete per indicare la propria attività commerciale. Ecco il volto della Calabria più umana.

Tradizioni di una vita. Di un’Italia operaia. Lavoratori il cui orgoglioso sudore si ritrova in qualche nobile strumento di lavoro, seppur arrugginito e ormai obsoleto.

Il sole crepuscolare tinteggia la calda vegetazione delle colline calabresi sopra Corigliano Calabro. Nuove storie racconto della vita che è stata e ciò che è.

Dal mare a pendii inclinati in poco tempo. Un soggiorno kerouackiano durante il quale annoto ogni singolo pensiero solitario fino al primo contatto umano.
