
Il delicato gorgoglio del fiume Piave, sacro alla Patria. La maestosa solidità delle Alpi Carniche lì dietro. I prati si mescolano coi boschi. Val Visdende: Tempio di Dio, inno al Creatore.

Viaggio nel Comelico bellunese, tra i paesi di Santo Stefano di Cadore e Sappada. In una delle più belle vallate d’Europa. Dove anche il pontefice Giovanni Paolo II trascorse placidi momenti di quiete.

Al centro della Valle d’Ampezzzo, la cittadina bellunese giace soavemente incastonata tra il Cadore (a sud), la Val Pusteria (a nord), la Val d’Ansiei (a est) e l’Alto Agordino (a ovest).

Cultura montana. Boutique alla moda. Invoglianti pasticcerie. Mosaico di antico e moderno, e soprattutto, le Dolomiti che proteggono e coccolano ogni giorno la cittadina veneta.

Passano gli anni ma quando l’occhio distingue un porcino, col gambo bianco e la capocchia marrone, è sempre un grido (silenzioso) di giubilo. La Natura ci osserva.

Qualche radura. Il gorgoglio di un ruscello. Qualche pennuto che vola di albero in albero. Una tavolozza di colori che si rinnova di bagliore in nuvola. Di nuvola in bagliore.

Si potrebbe passeggiare per settimane intere senza mai uscire. Lì dentro. Nascosto dentro il manto verde di Madre Natura. Basta fermarsi un secondo e inizia un inimmaginabile concerto odori, suoni e sensazioni.

Viaggio fra rami, tronchi e foglie di pini, larici e abeti. Nel verde in quota del Comelico, ormai immerso nell’autunno, inizia la ricerca di qualche succulento porcino.

Meta ideale come campo base per conquiste di vette rocciose o rilassanti pic-nic, nel Comelico, a Padola di Cadore, il rifugio I. Lunelli è un luogo dove la poesia della montagna sa ancora scrivere nuove pagine di vita.

La storia ai piedi della montagna. Un’intima conversazione con il torrente Risena, e lo sguardo proiettato dalla conca di Selvapiana verso nuove mete oltre i duemila metri.
