
Spiagge tropicali e barriere coralline. Chi ci arriva, se ne innamora, e non di rado abbandona la propria vita di periferia cittadina, per iniziare un nuova esistenza.

Un tempo scenario di scorribande piratesche, oggi seduttrice di turisti e girovaghi: la perla di Bahia ammalia dal largo delle coste di Salvador. Impossibile resisterle.

Parole e immagini parlano di un instancabile desiderio. Giuliana Bonacchi Gazzarrini si mette in viaggio per rispondere ai suoi tanti perché. Per inseguire quell’anima curiosa che non riesce a tenere a freno.

Non un invitante racconto di viaggio, ma un diario di quaranta giorni vissuti da medico volontario in un luogo dimenticato nel Brasile occidentale.

Dai campielli veneziani alle favelas di San Paolo, nel nome dell’impegno umano. Lottando contro i soprusi e la dittature militare negli anni ’70, per poi far ritorno nella nazione carioca e contribuire a dare una speranza concreta al futuro di molte persone.
In Brasile, tra gennaio e febbraio, inizia la vendemmia. Vigneti rinomati. Passioni. Come nello stato del Pernambuco, unica regione al mondo in cui è possibile fare due raccolti e mezzo l’anno.
Sulle tracce degli emigranti italiani, viaggio nelle fazendas carioca alla scoperta del prelibato nettare delle viti, incastonate come violacee gemme preziose nei sempre sorprendenti paesaggi sudamericani.
E’ la capitale più recente del mondo, costruita in soli quattro anni i suoi ideatori hanno saputo coniugare perfettamente modernità, estetica e funzionalità.
Oltre l’oceano, fino in laguna. I pennelli dell’America Latina continuano il loro viaggio cromatico nella mostra itinerante Nuestro Norte es el Sur (il nostro Nord è il Sud).
