Il sale, era un tempo prezioso come l’oro. Oggi, dalla Dancalia alla Bolivia, si sono scoperti altri inestimabili tesori sotto la sua crosta bianca.

“La mia bolivia esiste”, è il titolo di questo libro. E leggendolo vi ho ritrovato anche la “mia” di Bolivia, riscoprendo comuni emozioni, stupori, sapori, odori, solitudini, fatica e passioni.
L’America Latina è stata da sempre terra di conquista dell’Occidente, ma anche capace di sopravvivere all’impatto con il Vecchio Mondo, in parte mantenendo la propria singolarità, in parte fondendosi con la nuova cultura in un originale meticciato. Da scoprire.

Due città. La Paz del pueblo El Alto, magica e caotica a 3600 metri. Il mercato de las brujas e le donne dai buffi cappelli. La Paz dei borghesi, discreta e confusa.

Tremilaseicentotrenta metri di altitudine. Indios Ayamara, minatori, “cocaleros” nella città El Alto, ai bordi del cratere dove cresce a dismisura La Paz, con grattacieli e centri commerciali della borghesia, sotto di cinquecento metri. Nella Bolivia del Presidente Evo Morales , sono protagoniste las mujeras di La Paz.
Viaggio nella regione sudamericana, nella zona andina, la più conosciuta e visitata per la bellezza assoluta dei suoi paesaggi estremi.
L’Odissea riscritta e diretta dall’argentino César Brie per il Teatro de Los Andes – da lui fondato nel 1991 in Bolivia, sua patria d’adozione – sarà in scena fino a domenica 29 marzo all’Elfo di Milano.
La zona geografica più asciutta del mondo. Uno spicchio di Marte nel florido Pianeta Terra. Una realtà assolutamente unica al mondo. Tutta da vivere e scoprire.
Il 6 agosto del 1825 nasce la Repùblica Bolìvar, l’attuale Bolivia, che prende il nome dal suo liberatore Simon Bolìvar che la rese indipendente dal dominio spagnolo, svincolandola dalle province dell’Alto Perù.
