
Sono passati vent’anni dallo scoppio della guerra nei Balcani. Nel 1991, nella cittadina all’estremo oriente della Croazia, si consumava un atto di atrocità il cui responsabile è stato recentemente arrestato.

I cimiteri che si inerpicano bianchi sui colli. I muri crivellati e non ancora stuccati. Le pedine giganti degli scacchi disegnati sul lastricato della piazza dietro la moschea. Viaggio nei tanti volti della capitale bosniaca.

Al foyer del Teatro Cristallo di Bolzano sarà visibile fino a domenica 16 ottobre una mostra fotografica con oltre trenta scatti realizzati da giovani albanesi, serbi, rom e di altre minoranze della regione balcanica.

I segni della guerra che ha sconvolto la ex Jugoslavia sono ancora ampiamente visibili sia sui palazzi che nei cuori e ricordi delle persone. Una tragedia che nessuno potrà scordare. Eppure una città da un fascino antico ed indimenticabile.

Come si fa a rimanere spettatori di un mondo da raccontare? Stella Pende racchiude nel suo libro il lato nascosto dietro ogni reportage, quello che un inviato non ha mai potuto scrivere.

Dopo 18 anni e un sanguinoso conflitto (1992-95), lo scorso dicembre è partito un treno dalla capitale serba ed è arrivato in quella bosniaca. Un segnale di buon auspicio per una vera pace non solo sulla carta, ma anche tra gli uomini.

Tre amici viaggiano in bicicletta da Trieste a Istanbul: divertimento e amarezza in un reportage che trasmette in presa diretta l’irrequietezza naturale e umana del Vicino Oriente.

Un viaggio doloroso nella storia della propria terra. Un ragazzo scappato dal genocidio arriva in Italia. Dieci anni dopo, cresciuto e (in apparenza) più cinico, ritorna nella sua Bosnia.

Tuzla. Sarajevo. Mostar. Pocitelj. Sono nomi di città bosniache. Le case, gli innamorati mano nella mano. Eppure laggiù, meno di vent’anni fa, luoghi ospitali divennero teatro di scontri mortali. (foto di Luca Leone)

Intervista con Elvira Mujcic, giovane scrittrice bosniaca scappata da Srebrenica prima dell’inizio del genocidio. Viaggio fra le righe del suo nuovo libro, e nella memoria della sua martoriata terra.
