Il 20 novembre è la giornata mondiale dei diritti dei bambini. Di tutti i bambini, anche di quelli “invisibili” le cui foto ci portiamo a casa al ritorno dai nostri viaggi nei paesi del sud del mondo.
“Outdoor” è un termine che indica svariate pratiche ricreative e sportive all’aria aperta, ma ha molto a che fare con il viaggio e i suoi valori e forse può restituire al viaggio qualcosa che ha perduto.

Seguo l’invito del titolo e per leggerlo mi sistemo su un’amaca sotto un albero, “outdoor” appunto, anche se forse la mia è un’interpretazione piuttosto personale.
L’Africa è capace di sedurre il viaggiatore perché possiede qualcosa di speciale, qualcosa per cui c’è solo una parola adatta, “anima”. Ma esistono tante Afriche. Di certo almeno due, la nostra e la loro. E raramente si incontrano.

Possibile sottotitolo: “Per chi suona lo sciacquone?”. Perché alla base della teoria di Salza c’è la metafora di un gabinetto: chi sta sotto la curva del sifone può solo finire espulso in un mare di escrementi.
