Da un campo di football a un campo di guerra. È la storia di Patt Tillman, colpito in Afghanistan da un fuoco amico all’età di soli 27 anni. Una morte ingiusta e ingiustificata.
Viaggio nella memoria ai confini del mondo abitato. Paesaggi arcaici. L’incontro con “predoni afgani” e l’ospitalità dei nomadi. Sulla “rotta del nord” per Mazar-I-Sharif vicino al confine dell’Uzbekistan.
Kabul. Randagi sentimenti fissi nella mente. I tanti colori dei bazar. La “Via della Seta” verso i Buddah di Bamiyan, capolavori dell’arte ellenica, resi malconci dall’intolleranza talebana.
Immagini di una terra che punta dritta al cuore, isolata dal mondo, ferita da guerre. Paese della burka e di forti etnie legate a clan chiusi. I bazar, le vie di polvere. Bamiyan e i Buddha scolpiti nella roccia. Band-I-Amir e i laghi color lapislazzolo stretti dalle montagne di Gengis-Khan.
Lentamente il Paese si rimette in piedi. Lentamente le donne riabbracciano i diritti che durante la dittatura erano negati. Storia di una rivoluzione difficile, silenziosa e caparbia.
Viaggio nell’accogliente e suggestiva Khiva, la città-museo a cielo aperto, oggi avvolta da frutteti e da campi di cotone, e un tempo meta di carovane di schiavi.
L’ex Unione Sovietica l’ha resa un museo a cielo aperto e così si presenta oggi. Ricca di suggestioni azzurre e turchesi nel centro storico. Una gemma asiatica sotto la luce lunare.
La storia vera di Deborah Rodriguez, parrucchiera originaria del Michigan, che nel 2001 sceglie di mettersi al servizio delle persone che soffrono in Afghanistan.
Un messaggio di pace lungo venti mila chilometri: è quello che l’autore del libro ha portato da Milano a Kabul in sella alla sua BMW F650 GS.
Un diario di viaggio sulla stessa moto usata per tante avventure, con poco bagaglio, ma tanta voglia di vivere l’avventura e raccontarla.
Questo è Marco Deambrogio, che dopo il giro [...]

Una visita al padiglione dell’Asia Centrale alla 53° Esposizione Internazionale d’Arte de La Biennale di Venezia, si trasforma d’improvviso in un viaggio oltre ogni confine immaginabile.

Sfregiati dall’odio cieco dei talebani nel 2001, le imponenti statue afgane dovrebbero tornare al loro antico splendore grazie agli sforzi della Comunità internazionale. Che prima deve però pensare alla ricostruzione del paese asiatico.

La Corte per la famiglia di Teheran ha decretato che lasciare la propria moglie costi al marito il risarcimento di migliaia di volumi di poesia. Come da accordo prematrimoniale.