
Un viaggio passa anche attraverso i sapori di una terra lontana e diversa dalla propria, affinché la scoperta non sia solo visiva. Un assaggio della cucina dell’Africa orientale.

Rincorrere la libertà attraversando il mare. Sullo sfondo, ostacoli e nemici. Sono gli ingredienti essenziali di una storia vera. Quella vissuta e scritta dal francese Henry de Monfreid.

Un paradiso per gli amanti della natura e per gli appassionati di avvistamento di uccelli. Il regno incontrastato di un’incredibile varietà di avifauna, ma anche di animali in via di estinzione.

Africa orientale. Africa nera e povera dove, nonostante la fame e le difficoltà di ogni genere, trionfano le tradizioni, soprattutto quelle musicali e danzate. Qui, il mondo è in un violino a corda.

Una lunga, infuocata, vulcanica pista carovaniera che etnie locali e cammelli percorrono da secoli per trasportare lastre saline bianco-avorio dai laghi salati ai mercati abissini.

Viaggio sulla cima dell’Abissinia, lungo i pennacchi di monti vulcanici che superano i quattromila metri, passeggiando nel parco nazionale tra centinaia di babbuini gelada.

Corno d’Africa. Un lembo del pianeta dove le razze si mescolano generando nuovi popoli. E’ il caso dei falasha, africani di religione ebraica. Molti vivono in attesa della Terra promessa.

Etiopia settentrionale, a pochi chilometri dal Lago Tana, il paesaggio si riveste di magia. Una imponente cascata il cui getto d’acqua crea sbuffi di fumo immersi nel verde lussureggiante.

Terra in cui la scarsità di acqua pesa su ogni individuo. Terra dal millenario fascino. Nella parte orientale del continente, però esiste un luogo in cui l’acqua zampilla e fuma.

Etiopia settentrionale. In un giorno qualsiasi della settimana, nella cittadina di Bati si anima il secondo più grande mercato del Paese. Si vende e si compra di tutto tra etnie locali.
