Tre tombe, custodite in una stanza scavata nella roccia, di circa cinque metri di lunghezza per tre di larghezza. Tre tombe emerse dall’oblio che sembrano essere l’ultima dimora di tre donne di nobili origini.
E’ ciò che riaffiora dai primi dati degli archeologi che hanno scoperto questo tesoro nei pressi di Al–Usaibyah, nella regione dove si trova anche la città di Ibb, nello Yemen.
Tesoro, perché anche se gli studiosi non hanno confermato il ritrovamento di monili d’oro, le fonti locali, invece, hanno testimoniato la presenza di reperti archeologici di grande importanza.
Si tratterebbe di gioielli di altissima manifattura, di una spada della lunghezza di 70 cm, di una cintura di bronzo alta 20 cm e di numerosi manufatti di alabastro, di grandi dimensioni, oltre ad uno scrigno bronzeo contenente resti umani.
A confermare che si tratti di una sepoltura regale, oltre alla bellezza dei reperti metallici ritrovati, anche la struttura architettonica in cui le tombe erano ospitate, che sembra essere legata alla dinastie degli emiri.
Abdullah Ba – Wazir, a capo dell’organo generale di controllo delle antichità e dei musei, ha predisposto subito una campagna di scavi nella zona, che dovrà essere effettuata con una particolare cautela, vista la pessima situazione in cui sono state rinvenute le tombe, e l’alto tasso di umidità a cui sono sottoposti i resti, che potrebbe portare ad ulteriori danni.
In primo luogo, gli studiosi dovranno chiarire se si tratti di una sepoltura isolata o se nella zona, nell’antichità, esistesse una vera e proprio cimitero destinato alle elités dominanti.
Un particolare appello è stato fatto dalle autorità preposte affinché le popolazioni e le autorità locali non compiano scavi singoli, che finirebbero per danneggiare definitivamente, l’intero luogo.




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