Qual è il destino di Venezia? Una città museo? Un parco giochi per turisti viziati? Un porto privato per finanzieri e ricconi che vogliono farsi fotografare per calli e campielli? Una nuova Svizzera che sarà divisa in sestieri-cantoni?
Girare per il Canal Grande significa spesso imbattersi in palazzi in fase di restauro, con davanti imponenti impalcature ben coperte dalla pubblicità di turno. Analoga sorte per Piazza San Marco e così via. Sponsor si, ma così evidenti appare un po’ eccessivo e un colpo per la visibilità dell’immagine architettonica della città.
Ci sono poi quelle gigantesche imbarcazioni (parliamo di stazze da decine di migliaia di tonnellate) che entrano a Venezia per permettere a migliaia di turisti di agitare la manina, e sbarcare direttamente nell’isola, ignorando comodamente le possibili conseguenze.
Per chi abita nell’isola del Lido di Venezia, dirimpetto l’antica Serenissima, lungo la riviera del a S. Maria Elisabetta e S. Nicolò. il passaggio delle navi turistiche lo si percepisce anche senza vederle. I vetri delle finestre delle abitazioni cominciano a vibrare in maniera alquanto accentuata.
Questi colossi da crociera costeggiano il Lido. Quindi entrano nel cuore della laguna veneziana, facendo il giro di un normale mezzo pubblico. Passano davanti alle fermate di S. Elena, Giardini (Biennale), Arsenale e S. Zaccaria, dove lì a due passi ci sta Palazzo Ducale e piazza San Marco.
Ma invece di proseguire per il Canal Grande, virano a sinistra e prendono il Canale della Giudecca per poi attraccare al porto poco distante. A ricordarglielo, c’è anche la punta della dogana e la Basilica della Salute che fanno da spartiacque fra i due canali acquei.
Ma se in una giornata di nebbia qualcosa andasse storto, e la gigantesca imbarcazione prendesse la direzione sbagliata? Non è nemmeno quantificabile il danno che potrebbe verificarsi. Appartiene a quella casistica di incidenti non ipotizzabili. Aldilà di possibili incidenti, comunque fattibilissimi vista l’imprevedibilità dell’errore umano, resta il fatto che a causa dei massicci spostamenti d’acqua, le gigantesche eliche danneggiano i fondali e le rive.
Recenti indagini dell’ARPAV, Azienda Regionale per la Prevenzione Ambientale del Veneto, hanno evidenziato che il passaggio di queste imbarcazioni copre il quindici percento dell’inquinamento complessivo dell’area veneziana. Venezia e i veneziani tremano solo all’idea. Ma la città-luna park per ora non cambia direzione.




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