Lapponia, sulle tracce di Babbo Natale © Nosleeper
Dopo lunghe ricerche e camminate faticose tra la neve, ho scoperto che Babbo Natale vive in una terra freddissima e meravigliosa chiamata Lapponia. I monti sono addobbati di limpidissimi fiumi e grossi laghi macchiano qua e là i pendii. A completare il paesaggio immense distese di conifere e vasti manti di betulle.
Ed è là che quel gioviale vecchietto, aiutato da parecchi gnomi, fabbrica doni. Per i più poveri, certo, ma anche per i bambini di tutto il mondo in generale. Perché la gioia di un regalo inaspettato non và negata a nessuno, ricco o povero che il bimbo sia.
Per molti Babbo Natale è San Nicola, il patrono di Bari. Il quale, leggenda vuole, calava doni dal camino per aiutare i più bisognosi. Il quale, realtà vuole, i più poveri li aiutava veramente.
Indipendenti tradizioni dello stesso periodo fanno risalire il principio di Babbo Natale in zone germaniche. Il Dio Odino, che volava sul cavallo più possente e veloce di tutti, consegnava ai bimbi buoni doni, in cambio delle calze colme di dolciumi che penzolavano fuori dalle finestre.
Odino, però, non era proprio bello a vedersi. Vecchio, barbutissimo e privo di un occhio. Da questa storia, fatta di un essere inquietante, ma essenzialmente buono, e di calze colme di dolci, si dipanano le varie leggende su Befana, dolce e bruttina vecchietta, e del carbone per i bambini più cattivi.
E poi Babbo Natale, furbacchiotto, che ha fatto suoi solo i lati positivi della leggenda: i doni e la barba soffice come la neve.
I russi lo chiamano Nonno Gelo e lì i doni li porta qualche giorno dopo rispetto al resto dell’Europa. A Capodanno,per la precisione, perché, Babbo Natale o Nonno Gelo che chiamar lo si voglia, non può portar doni a tutti i bambini del mondo nelle stesse ore. Sarebbe troppo anche per lui.
Le origini moderne di Babbo Natale sono invece da ricercarsi in Inghilterra. Nasce attorno al XVII secolo e Charles Dickens ne parla nel Canto di Natale.
Poi da lì la tradizione si sposta in Olanda, dove Sinterklaas, (chiamato anche Sint Nicolaas da un’evidente diretta derivazione dal nome di San Nicola), i doni li porta il 6 Dicembre. Sempre perché, Babbo Natale, Nonno Gelo o Sinterklaas che lo si voglia chiamare, deve un attimo organizzare il calendario.
In questi giorni di neve è ancora là, in Lapponia. Sta ultimando le ultime faccende, prima del grande volo che lo porterà in giro per l’Europa a lasciar doni un po’ di qua e un po’ di là. Credo che ora stia sellando la slitta e carezzando le renne, mentre gli gnomi, terminato il loro lavoro, partono in vacanza.
"Il divano del Nord - viaggio in Scandinavia" di Ennio Cavalli - Feltrinelli, 2005

Oltre trenta chilometri a remi. Migliaia di vogatori. Oltre 1500 imbarcazioni. Dal Bacino di S.Marco, lungo la Laguna Nord, fino all’arrivo di fronte alla Basilica della Salute. Dal 1974, contro il moto ondoso.

Viaggio tra presente e storia, nella festa simbolo della città lagunare. Dalle origini latine a quelle greche dei culti dionisiaci, passando per le feste 700esche narrate da Carlo Goldoni, e incarnate da Giacomo Casanova, fino a Sensation 2010.

Un treno di pochi vagoni è il primo passo per raggiungere le sontuose vette innevate dolomitiche in provincia di Belluno. Una mano fuori dal finestrino per le prime foto, e subito la brezza gelida mi saluta cordiale.