«May your dreams come true. Always! Sergio Bambarén». Quella sera Sergio, inconsapevolmente, avrebbe già realizzato uno dei miei sogni più grandi, il sogno di conoscerlo. Ho una certa familiarità con i libri di questo scrittore, ecco perché lo chiamo per nome.
Era una fresca sera dell’aprile 2006, non rammento il giorno, in me una strana sensazione di euforia, forse dovuta all’arrivo della primavera, annunciata dallo sfrecciare delle rondini tra i palazzi vecchi e nuovi della città. Una telefonata inattesa di una persona a me cara mi annunciò che, quella stessa sera, Sergio Bambarén avrebbe presentato il suo ultimo libro, Fratello Mare.
Ricordo di non aver mai corso come quel giorno: l’incontro con lo scrittore che avevo imparato a conoscere attraverso la melodiosa voce dei suoi libri mi emozionava. Ed ora, mentre scrivo, ho qui, davanti a me, Fratello Mare, ed ancora mi commuove leggere le parole con cui, quella sera, egli “suggellò” la copia del mio libro: «Possano i tuoi sogni avverarsi. Sempre!».
Attraverso i suoi libri ho imparato che il sole non tramonta semplicemente, ma «si tuffa nel mare all’orizzonte, tingendo il cielo con spettacolari pennellate di rosa, oro e rosso»; sui suoi libri ho letto che «la sabbia bianca si fonde nell’abbraccio con l’oceano color smeraldo». Sergio parla di una «Spiaggia dei Sogni» e di un «luogo dell’onda perfetta», di baie dalla forma di una falce di luna, «sorriso meraviglioso della Madre terra all’oceano».
In Fratello Mare l’autore australiano, esperto surfista, racconta dei suoi viaggi attraverso l’Europa, dalla dolce terra umbra alla Costiera Amalfitana, dalle foreste della Baviera alle nevi di Innsbruck. Il girovagare dello scrittore, motivato dalla presentazione dei suoi libri, lo porta a visitare luoghi meravigliosi, visti attraverso il mirino dell’anima, e ad incontrare persone straordinarie.
E tra una esperienza e l’altra, Sergio si accorge della “presenza invisibile” di piccoli segni, apparenti coincidenze rivelatrici, che gli sussurrano piano la storia di San Francesco.
Fratello Mare, per dichiarazione stessa dell’autore, vuol essere un omaggio al santo di Assisi, sebbene egli, pur ammirandolo, non condivida tutte le credenze di quell’«uomo straordinario».
Sergio si sofferma, a volte, sui ricordi della propria infanzia, quando i genitori, instancabili viaggiatori, gli regalavano cartoline di paesi lontani, sui quali, poi, egli si divertiva a fantasticare, immaginando posti esotici e quasi irraggiungibili per lui che era, allora, poco più che un bambino: tra tutte quelle cartoline ce n’era una che l’autore considerava il suo tesoro più prezioso e che mostrava un’isola circondata da placide acque color smeraldo; poi un particolare… una spelonca nella roccia, la Grotta Azzurra.
Sergio, dopo circa quarant’anni, realizza il suo sogno di visitare quel posto paradisiaco, racchiudendo le emozioni di una esperienza a lungo desiderata tra le pagine di un libro, Fratello Mare.
Un testo autobiografico, un viaggio nel viaggio di Sergio attraverso la Spagna, l’Italia, la Germania, l’Austria e la Svizzera… questo è Fratello Mare. Grande è l’importanza che lo scrittore attribuisce ai sogni, per i quali rinuncia ad una vita agiata e ad un lavoro molto remunerativo: «Quando la tua esistenza è tutta un correre e un preoccuparsi, è un po’ come un regalo non aperto, gettato in un angolo. Ma la vita non è una gara sfrenata. Prendila con più calma. Ascolta la musica, prima che la canzone finisca».
Scrivere è rendere partecipe qualcun altro della propria essenza più profonda, a volte esplicita, più spesso velata da parole senza un significato apparente: Sergio Bambarén fa della sua stessa anima una pagina scritta poiché, fino a quando ci saranno persone che continueranno a scrivere, «la gente avrà un sorriso sul volto».





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