È nata qualche anno fa a Bologna, per la volontà di un gruppo di studenti e viaggiatori, Turisti non a caso, un’associazione che si occupa di ricerca interculturale, utilizzando il viaggio come strumento primario. Come affermato da U. Hannerz nel preambolo dello statuto: “Una cultura è una struttura di significato che viaggia su reti di comunicazione non localizzate in singoli territori”.
Ogni progetto è articolato in tre viaggi, inframezzati – al ritorno in Italia – da una serie di incontri con il pubblico, per rimodellare gli obiettivi attraverso il confronto reciproco e la condivisione.
Un primo viaggio, detto “di impatto” serve a raccogliere impressioni su paesi di cui spesso gli stessi ricercatori hanno un’idea soltanto vaga, ricavata dall’esposizione ai media o da luoghi comuni. Al rientro in Italia, con il materiale raccolto viene compilato un questionario da sottoporre ad un campione di cittadini dei due paesi coinvolti nella ricerca.
Le idee ricorrenti che ne emergono, soprattutto quelle più stereotipate, servono quindi a tracciare una mappa di obiettivi da seguire nel secondo viaggio, detto “di ricerca”, in cui ci si incontra con rappresentanti istituzionali, attivisti e membri di comunità, per l’elaborazione e il superamento delle stereotipie.
Questi incontri vengono inoltre documentati e diffusi in una nuova serie di confronti con il pubblico. L’ultima fase del progetto prevede quindi il cosiddetto viaggio “ di reciprocità”, in cui un gruppo di persone provenienti dal paese studiato viene ospitato in Italia, per compiere un’esperienza modellata su quella vissuta dai Turisti: incontri con rappresentanti istituzionali, partecipazione a confronti e tavole rotonde, visite ai luoghi che fanno parte dell’ immaginario comune sull’Italia.
In conclusione il gruppo guida l’associazione in un ultimo viaggio (aperto a chiunque voglia parteciparvi) nel loro paese, per fornirgli una visione più completa della cultura che si sta cercando di comprendere. Fino adesso questa volonterosa associazione ha organizzato viaggi in Marocco (2008) e Romania (2009), da cui sono stati ricavati incontri, manifestazioni e pubblicazioni.
Utilizzando come strumenti di viaggio diversi elementi: diari di bordo, telecamere, registrazioni vocali, macchine fotografiche, blog, diari emozionali, Turisti non a caso tenta di creare viaggi dentro le rappresentazioni culturali, per tentare di descrivere l’identità e l’appartenenza come concetti plurali.
Una diversa ricerca culturale e sociale, quindi. Per dar vita a laboratori in cui le persone possano confrontarsi ed elaborare visioni capaci di andare oltre alla statica del sapere fornita dai centri di produzione culturale, incentivando così la democratizzazione dei processi culturali e lo sviluppo dei saperi dinamici.
Abbandonata ogni visione ideologica preconcetta, l’associazione Turisti non a caso rimane quanto mai convinta della forza delle idee e dei sistemi mentali aperti per elaborare e promuovere un efficace cambiamento culturale e sociale.
Perché, come detto anche nel manifesto dell’associazione: “Nelle dinamiche globali viaggiare vuol dire sconfinare in un luogo altro smascherando, ove è possibile, la finzione per cui i territori sono considerati esclusivi contenitori di culture nazionali”.





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