« Nella metropolitana di Londra 3 Singapore: l’oblio del trasloco »


Torino, a casa del re d’Italia e della sua amante - foto : Scorcio del castello reale dei Savoia, Torino © Monica Genovese
Scorcio del castello reale dei Savoia, Torino © Monica Genovese

Torino, a casa del re d’Italia e della sua amante

di

stampa stampa

Storia, poesia, natura, passione, intrighi politici, tradimenti e sangue reale. Sembra la trama di una moderna soap opera o di un film d’azione. Tutto è condensato in un unico ambiente, quasi surreale ed è semplice, assoluta e provata realtà.

I personaggi coinvolti sono i Savoia, il re d’Italia Vittorio Emanuele e la sua amante, la giovanissima e rubiconda Rosa Vercellana, figlia del popolo piemontese, più nota come la Bela Rosin. La scenografia è data dalla spettacolarità de La Mandria. Un magnifico parco, oggi regionale, a nord ovest da Torino, ex capitale italica, capoluogo del Piemonte, nei pressi di Venaria Reale.

Il parco è area protetta dal 1978 e si estende per quasi sette ettari. Cinto da trenta chilometri di mura per tenere lontano il “rumore” della corte, degli impegni diplomatici della reggia torinese, Vittorio Emanuele si assicura così, la sospirata quiete della vita ritirata.

Nell’Ottocento realizza in questa zona, all’interno del parco, una palazzina di caccia di cui è appassionato, composta da quattordici stanze, ben poche per lo sfarzo dell’epoca, un ampio corridoio di servizio che mostra particolari e suggestive prospettive dei molteplici quadri esposti alle pareti ricoperte da carta da parati.

Circondata dal verde, la palazzina è appartata e protetta da un piccolo Borgo Castello attorno al quale si ergono molte cascine e due reposoir di caccia (la Bizzarria e la Villa dei Laghi). Inoltre, proprio per lo scopo de La Mandria, ossia la caccia, il parco è gremito da numerose specie di animali, cervi, cavalli, cinghiali, volpi, gufi reali e, durante le escursioni notturne, organizzate dall’Ente che gestisce il sito, è possibile scorgerli nel proprio habitat, a bordo di un fiabesco trenino colorato che conduce attraverso i sentieri. E attraverso il tempo.

La Mandria conserva, ancora oggi, l’antico fascino e la bellezza incontrastata d’essere un polmone verde nella città.

Qui, Vittorio Emanuele, lasciata la consorte, Maria Adelaide d’Asburgo Lorena, a casa, o meglio al castello, si dedica alla famiglia illegittima e dopo la morte della moglie, sposa, con rito morganatico, la sua Bela Rosin.

Questo è il luogo in cui trascorre la maggior parte del suo tempo, dove sveste i panni di sovrano. E, in effetti, la palazzina è arredata in maniera semplice e informale rispetto al cerimoniale di corte. In pochi sono autorizzati a frequentarla, persino i servitori sono in numero ridotto.

Bigia e Bigio, così si chiamano tra loro i due innamorati, si comportano come una comune coppia e allevano i propri figli all’ombra dello sfarzo cortigiano.

Rosa bada alla gestione e alla cura dell’abitazione e, pare che lei stessa prepari i piatti preferiti da sua maestà, ovvero tajarin (tagliatelle sottili), minestrone di fagioli, pollo all’aglio, filetto al pepe, lumache, tartufo, bagna caoda (particolare condimento in cui si intingono, di solito, le verdure). Il tutto alleggerito dal digestivo che, per Rosa e Vittorio, vuol dire cognac in cui intingere un sigaro, fumato da entrambi. Cosa insolita per una donna di quel tempo.

A La Mandria, tra passeggiate a piedi, a cavallo o in bicicletta, pic nic ed escursioni, mentre si approfitta della calma offerta da questo luogo immacolato, si avverte la sensazione che, da un momento all’altro, Vittorio Emanuele torni, nella sua carrozza, a casa dall’amata intenta ai fornelli per cucinare qualche leccornia a… Sua Altezza Reale.

stampa stampa
LIBRI

I luoghi di Cavour

"I luoghi di Cavour. Viaggio sulle strade dell’Italia unita" di Federica De Luca - Touring Editore, 2012

Torino è casa mia

"Torino è casa mia" di Giuseppe Culicchia - Laterza, 2005



2 commenti a “Torino, a casa del re d’Italia e della sua amante”

  • Franco Ceccarelli alle ore 3:08 pm scrive:

    RISCOPRENDO IL LORO PASSATO, TORINO ED IL PIEMONTE GARANTISCONO IL LORO FUTURO !

  • Monica Genovese alle ore 4:46 pm scrive:

    Grazie Franco per il tuo commento. Lo condivido pienamente.

comment Lascia un commento a "Torino, a casa del re d’Italia e della sua amante"

I campi contrassegnati da (*) sono obbligatori.



 





I Commenti più recenti
- laura su Bobby, il cane di Edimburgo
- stefania su Germania, le isole del Mare del Nord
- Laura (raya) su R come Reporters
- Francesco Colucci su Aliano, l’ex-confino della Basilicata
- alex67 su John o’ Groats, alla fine della Scozia
- roberto su Vorkuta, Inferno Siberia

Le ultime dal forum



SCELTI PER VOI

Reportage

Superga, un tempio sopra Torino
di

Superga, un tempio sopra Torino - foto : Basilica di Superga - Foto tratta da Wikipedia

A pochi minuti dal centro storico, in cima a una collina dalla quale domina l’intera città, la basilica di Superga si erge fiera e imponente, secolare guardiana e simbolo del capoluogo piemontese, custode silenziosa di storie di re e storie di uomini.

Reportage

Nel borgo medievale di Torino
di

Nel borgo medievale di Torino - foto : Scorcio del borgo medievale torinese © Monica Genovese

Sulla riva del Po, lontano dal frastuono cittadino, si trova un piccolo villaggio antico, nato nell’Ottocento, ma con le fattezze di un tempo ancor più lontano. Un’illusione che sembra realtà.

Reportage

Torino: Io, gli altri al Salone del libro
di

Torino: Io, gli altri al Salone del libro - foto : Libri senza tempo ©  Lin Pernille

Conoscere se stessi per approcciare gli altri o viceversa? E’ questo il motivo trainante dell’ultima edizione della manifestazione. La forza unificatrice del libro ci può fornire uno spaccato della società moderna.






il reporter raccontare oltre il confine è testata registrata presso il Tribunale di Vercelli n. 4/2010 | © 2007-2012 il reporter