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Titanic, un mistero inaffondabile - foto : Il Titanic © Cliff1066
Il Titanic © Cliff1066

Titanic, un mistero inaffondabile

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Sono passati ormai novantasei anni, quasi un secolo, da quel 14 aprile 1912 in cui il Titanic, il più grande oggetto mobile fino a quell’epoca costruito dall’uomo, si inabissava nelle acque del Nord Atlantico.

La storia di quella sfortunata nave è nota a tutti, anche grazie a James Cameron, quella che in pochi conoscono è l’incredibile storia delle coincidenze che accompagnarono la tragedia. Nel 1898, lo scrittore Morten Robertson pubblicò un romanzo dal titolo Futility, nel quale si narrava il naufragio del transatlantico Titan.

Oltre alla similitudine del nome, che, come vedremo, è la meno inquietante delle coincidenze, il romanzo presenta una serie di fatti a dir poco sconcertanti. Entrambe le navi, quella vera e quella inventata, erano partite dal porto di Southampton. Entrambe nello stesso mese: aprile. Entrambe avevano impattato contro un iceberg e, per giunta, nello stesso punto dell’oceano. Entrambe durante il loro viaggio inaugurale.

Ma le coincidenze più inquietanti le fornisce la matematica. Titanic e Titan avevano il medesimo (e insufficiente) numero di scialuppe, 20, avevano tre eliche e misuravano 882 piedi di lunghezza. Anche la ragione della scarsità delle scialuppe era la stessa: la nave era considerata inaffondabile e, per tale ragione, nessuno sospettava che le barche di salvataggio potessero servire.

E, come se non bastasse, la velocità dell’impatto immaginata dalla fantasia di Robertson era la stessa a cui andò a sbattere il Titanic in realtà: 23 nodi. Ma le stranezze non finiscono qui, perché, nel 1935, a Titan e Titanic si aggiunse il Titanian, un vaporetto, reale, non di fantasia, che, in una sera d’aprile, stava viaggiando dal Canada all’Inghilterra.

Al comando, vi era il marinaio William Reeves, nato (casualità?), il 14 aprile 1912. Verso mezzanotte, ora in cui il Titanic ebbe il fatale impatto, Reeves, di colpo, si ricordò della sua data di nascita e, altrettanto di colpo, decise di fermare la nave, proprio nelle stesse acque del Nord Atlantico.

E fece bene, in quanto, senza poterlo sapere, si arrestò proprio a pochi metri da un grosso iceberg che avrebbe fatto fare al Titan la stessa tragica fine del (quasi) omonimo. Per quanto, di primo acchito, si possa pensare il contrario, la somiglianza dei nomi è la meno strana delle coincidenze.

I titani, infatti, erano figure della mitologia greca dotate di straordinaria forza che tentarono di conquistare l’Olimpo. Non è così strano che nomi simili vengano dati a una nave di grosse dimensioni come un transatlantico, destinata a sfidare la natura per solcare i mari (nella leggenda, “camminare” sulle acque è simbolo di sfida al volere divino, proprio come la conquista del monte degli dèi).

Sono gli altri fatti, specialmente quelli legati al romanzo di Robertson a essere particolarmente inquietanti e a fare sorgere qualche dubbio anche al peggiore degli scettici. Tuttavia, un’altra “leggenda”, molto più prosaica e meno misteriosa, toglie ogni magia alla storia e lascia solo l’amaro in bocca.

“Si dice” (quei “si dice” mai confermati) che il Titanic che naufragò nel 1912 non fosse il vero Titanic, nave maestosa e apparentemente indistruttibile, bensì l’Olympic, transatlantico vecchio e malandato mandato a morte certa per intascare i soldi dell’assicurazione.

Non c’è nulla di certo, nella storia del Titanic, a parte la morte di 1500 persone. E il fatto che, a quasi un secolo di distanza, sicuramente grazie al celeberrimo film del 1997, ma non solo, la sua storia continua ad affascinare ed è ancora ben lontana dal cadere nel dimenticatoio.

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LIBRI

Storia del conflitto anglo-irlandese

"Storia del conflitto anglo-irlandese" di Riccardo Michelucci - Odoya, 2009

Qui Belfast

"Qui Belfast. 20 anni di cronache dall'Irlanda di Bobby Sands e Pat Finucane" di Silvia Calamati - Edizioni Associate, 2008



5 commenti a “Titanic, un mistero inaffondabile”

  • jenny alle ore 6:50 pm scrive:

    ogni volta che vedo titanic mi metto a piangere

  • Merilyn alle ore 9:06 pm scrive:

    L’Olympic,nave gemella del Titanic fu varata ancora quando questo era in costruzione.Proprio durante il varo si scontro con un rimorchio e ci fu una grossa falla. Quando misero la gemella ( quasi gemella,perche avevano alcune piccole differenze) invertirono appunto quelle differenze,per non far capire lo scambio e per non mandare il vero titanic in viaggio.
    Almeno cosi si suppone,visto che i costi per riparare la falla dell’Olympic erano stati alti e soprattutto avevano capito che le navi potevano essere affondate con poco..Da quello che ho letto,visto che la storia mi ha sempre affascinato molto,l’ipotesi dell’assicurazione e fattibilissima…solo che non avevano fatto bene i calcoli con la velocita di affondamento…

  • alberto alle ore 4:20 pm scrive:

    ehi…..ancora con questa storia dell’Olympic!!!!!!!!!!!!!!!!! e secondo voi quelli che salivano a bordo prima della partenza erano scemi???? se ne sarebbe accorto anche un gatto!!! via su…

  • Fabrizio alle ore 2:00 pm scrive:

    Si tratta semplicemente di una teoria priva di qualsiasi fondamento. Di fatto le due navi differivano anche in maniera sostanziale nella disposizione dell’arredamento interno e di alcuni particolari esterni.
    Non sarebbe bastato “cambiare nottetempo” il nome sullo scafo. E nessuno che si pone delle domande tipo: “ma i due equipaggi non si sono accorti di nulla” ? Se ne erano a conoscenza, perché nessuno ne ha mai parlato neanche in punto di morte?
    E ancora: come hanno fatto a scambiare tutti i numeri di matricola incisi in ogni grande apparecchiatura che era montata sulla nave?
    L’ unico motivo di questa ingenua teoria del “complotto” è la vendita di libri spazzatura.

  • marty alle ore 8:57 pm scrive:

    anche io jenny…ogni volta che vedo quel film piango come una fontana…ma oltre al film anche la storia mi affascina…1500 persone morte…Dio mio…che tragedia…e la storia dell’Olympic è una scemata…giusto per arricchire la storia ma niente di che…ci sono troppe cose che non corrispondono…e cmq se fosse…se ne sarebbero già accorti e avrebbe prove certe non leggende!

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