Incuriosito da un gran movimento che proveniva da una strada di campagna, ho seguito il flusso e sono arrivato in una radura dove c’era una specie di Luna Park. Tutt’attorno le bancarelle vendevano ghiaccioli, spiedini e frutti dall’aspetto ormai familiare ma dal nome sconosciuto. In fila, davanti ad un’improvvisata biglietteria, c’era una piccola folla ed un cartello scritto a penna indicava “uomini 200 bath”, “donne 180 bath”.
Al di la di un recinto costituito da pali e da tendoni, di lì a poco sarebbe iniziato un combattimento fra bufali. I contendenti, ancora divisi da un separé bianco, stavano brucando l’erba. I due erano tranquilli e non ho capito se avevano intuito cosa li attendeva. Il recinto traboccava di gente, soprattutto uomini che in preda al demone del gioco scommettevano animatamente, mentre grandi rotoli di banconote passavano velocemente di mano in mano.
Quando hanno tolto il divisorio bianco i bufali hanno iniziato a girare in tondo e a mantenersi dritti ed eretti sulle zampe. Stanno uno di fronte all’altro e s’incornano disperatamente come pugili ridotti alle corde del ring, ogni tanto mollano la presa e per qualche secondo stanno immobili a guardarsi e ad annusare l’aria.
Il pubblico, come in una corrida, sottolinea con gesti e urla d’approvazione le incornate, gli scommettitori invece agitano le mani per dare le ultime quote. Il combattimento più che un a corpo a corpo potrebbe definirsi un testa a testa, dove i bufali continuano incessantemente ad incornarsi. Quando le teste cozzano fra loro sollevano ventate di polvere che ricordano le mischie di una partita di rugby.
Al quinto minuto dell’incontro le incornate vengono sottolineate da boati da stadio, ogni tanto i corpi quasi si sollevano, ma la fine dell’incontro sembra ancora lontana. Ricomincia una lunga fase di studio dove i due bestioni riprendono a girare in tondo, ad annusare l’aria e ad avere quasi paura dello scontro risolutivo. I grossi testoni scuri iniziano a colorarsi di rosso dove c’è l’attaccatura delle ossa, ma sembra che nessuno soffra per i colpi subiti.
Al quindicesimo minuto dell’incontro inizia una nuova fase di stallo. I bisonti annusano il terreno e vagano in tondo. Ogni tanto mimano una danza e combattono in ogni angolo del ring senza prediligere un punto piuttosto che un altro, poi in un attimo, uno dei due inizia a rincorrere l’altro e questi, come per sfuggire alla sua carica ha iniziato a trottare velocemente e inseguito, fra le urla sempre più forti del pubblico ha guadagnato l’uscita del recinto e l’incontro si è concluso.
Subito dopo tutti hanno abbandonato l’arena e sono partiti su motorini tutti uguali o su grossi pick up carichi come boat people. Anch’io ho inforcato la mia moto e, mentre i colori caldi del tramonto avvolgevano tutto, ho ripreso la mia strada, pensando alla fortuna di avere assistito a quest’insolito combattimento.





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