La storia di un Grande Fiume. Le sue vicende. I suoi fumi nascosti. Non importa dove sia o che lingua si parli. Quando vedo un corso d’acqua, la voce narrante che sembrava tanto amare il Po nei racconti di Giovannino Guareschi, si materializza nella mia mente, e mi accompagna. Prendendomi per mano. Anche Oltremanica.
Ogni grande città che si rispetti è sempre associata (perché sorta sulle rive o attraversata) a un fiume. Firenze ha il suo Arno. Parigi si fa coccolare dalla sua Senna. Roma ha il suo Tevere. Monaco, l’Isar. New York, l’Hudson. Nemmeno la capitale inglese fa eccezione. Londra è sinonimo di Tamigi. Tamigi significa Londra.
Non solo però. Se così pensassi, la prossima volta che metterò piede sul suolo di Sua Maestà, molti dei suoi sudditi non me lo permetterebbero. D’altronde cosa penserei se qualcuno dicesse che il Po attraversa solo Torino e Parma, trascurando altre gioielli cittadini come Mantova e Ferrara?
Nei suoi 346 km che iniziano presso il villaggio di Kemble nel Gloucestershire, nella catena collinare delle Cotswold Hill, il fiume tocca anche Oxford (Oxfordshire), sede di una delle più importanti università del mondo, Windsor (Berkshire), sede dell’omonimo castello reale, e Greenwich (contea di Grande Londra) nota per essere la località dove passa il meridiano avente longitudine 0, nonché dove nacque Elisabetta I Tudor.
Il suo lungo viaggio si conclude nel freddo Mare del Nord, puntando il proprio sguardo acqueo verso Rotterdam, Amsterdam, o in prospettiva la Danimarca. Aldilà delle tappe più note, sono molte le cittadine bagnate, come Abingdon, Reading, Marlow, Dartford (nella contea di Kent) e Southend (nell’Essex).
Il Tamigi ha visto gli aerei nazisti scaricargli addosso bombe su bombe. È stata la strada principale da cui partire con l’invincibile Royal Navy britannica, e allo stesso tempo invogliava i nemici a tentare la conquista di Londra. Si è anche gelato. Nel 1607, e per l’occasione venne celebrata una particolare Fiera sul Ghiacco.
Salto su una barchetta, cercando di non fare la fine di Hugh Grant in Il diario di Bridget Jones (dove il simpatico attore inglese finisce in acqua in un laghetto). In un’improvvisata compagnia, tendo la mano, e il contatto dell’acqua salmastra mi riporta in un lampo al rintocco fanciullesco di un cigno che dal suo soffice collo si sporgeva per prendermi dalla mano un pezzo di pane.




Organizza il tuo viaggio
Prenota il tuo volo
Prenota il treno
Rent a car




