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Sulla Via dell’Ambra in Repubblica Ceca - foto : Moravia meridionale, Palava © CzechTourism.com
Moravia meridionale, Palava © CzechTourism.com
12.05.2009

Sulla Via dell’Ambra in Repubblica Ceca

di Luca Ferrari

Il fascino del viaggio. Irto d’insidie. Un’epopea che durava mesi e mesi. Non per scelta, ma per necessità. Senza le comodità moderne. In terra Ceca (parte orientale), nella regione della Moravia, lungo la strada che portava all’Europa Ocidentale, per commerciare la pregiatissima ambra baltica.

Utilizzata da millenni per fabbricare oggetti d’ornamento (come attestano i rinvenimenti in tombe e siti archeologici), l’ambra aveva per i popoli antichi tanto un valore magico (anche in virtù delle sue proprietà elettrostatiche), quanto mitologico e religioso. Si pensi che al Neolitico in poi venne indossata per allontanare gli spiriti maligni (ad oggi è associata al terzo chakra, mentre nel buddismo è considerata uno dei sette tesori.).

Nonostante esistano numerose varietà di resina fossile, diverse per caratteristiche fisiche e chimiche nonché per provenienza geologica e distribuzione geografica, da sempre con il termine “ambra” si allude a quella baltica, la più importante dal punto di vista mineralogico e soprattutto commerciale.

Citata nella letteratura antica, da Omero a Tacito e Plinio il Vecchio, e legata a numerosi miti del passato, a partire dal II secolo a.C. l’ambra baltica divenne una pregiata merce di scambio e motivo di impegnativi spostamenti attraverso l’Europa. In particolare veniva barattata con vari materiali, specialmente il bronzo.

Fu così, che in seguito a questi spostamenti, nacque la Via dell’Ambra (un tempo detta anche Via Imperiale) che, con infinite deviazioni e derivazioni, partendo da Riga (Lettonia) e sfruttando i corsi d’acqua navigabili, attraversava i Paesi Baltici e la Russia per scendere verso l’Italia e in particolare Aquileia, dove erano concentrati importanti centri manifatturieri.

Un fascinoso viaggio “on the road” che attarversava Germania, Repubblica Ceca, Austria, Ungheria e Slovenia. Chissà gli incontri tra i mercanti di lingue diverse. Cercando di farsi capire. Scambiando. Senza capirsi, ma arrivando comunque a un accordo finale.

Ai giorni nostri la Via dell’Ambra è ancora percorribile, tracciando una linea che taglia l’Europa da Nord a Sud per 418 chilometri. Ma il suo cuore più antico e famoso batte in Repubblica Ceca e in particolare tra le alture e le pianure della Moravia.

Lungo le strade ceche, s’incontrano antichi e possenti castelli, solenni santuari, bellezze naturali, panorami protetti, rinomate località termali e pittoresche cittadine medievali. Come per esempio il maniero di Bouzov, magico gioco di torri, bastioni e ponti levatoi, che ha prestato la scenografia a numerosi film, tra cui la fiaba cinematografica di Fantaghirò.

Non è da meno il “piccolo regno della dinastia Liechtenstein” (la cosiddetta area Lednicko-Valticky, inserita dall’Unesco nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità). Sempre sotto tutela internazionale anche il castello rinascimentale di Kromeriz con i suoi favolosi giardini, set tra l’altro del film Amadeus, di Milos Forman.

Ecco l’acqua del Mar Baltico che bagna le mie suole. Posso partire anch’io.


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