Vedere passare un treno che rumorosamente prega non è da tutti i giorni.
Fermo alla stazione di Torino incrociai il transito rumoroso del convoglio dei pellegrini che in orazione perpetua si dirigevano verso Lourdes.
Il suono sferragliante delle rotaie si mescolava con le litanie scandite da un megafono che subito trovava nel suo zelante impegno l’eco di decine di voci attente e coordinate.
Imparai ben presto anche un’altra cosa: l’importanza di questi riti per quelle persone e l’inutilità d’esprimere un giudizio di valore su quelle credenze nonostante fossero lontane dalle mie.
Pensiero che una volta di più va ribadito alla luce anche di una scoperta che getta una luce nuova sulla pratica che lega devozione, fede e guarigione.
Nessun treno, nessun megafono.
Siamo tra il 2400 e il 2200 a.c., esattamente in Inghilterra, più precisamente in quel luogo turistico modernamente chiamato Stonehenge.
Tim Darvill e Geoff Wainwright, due studiosi inglesi, hanno avanzato una teoria molto interessante: le pietre che compongono quella strana struttura potrebbero aver avuto in passato la fama di monoliti curativi.
In poche parole Stonehenge come antenato della nostra Lourdes, distinguo permettendo.
Tutto nasce dalla teoria di questi due scienziati che prevede che queste enigmatiche pietre siano appartenute al Galles meridionale e poi portate attraverso duecentoquaranta chilometri nel luogo che da secoli le ospita.
Prima probabile prova: un percorso così ampio doveva per forza sotto intendere l’importanza dell’utilizzo di queste pietre rispetto allo sfruttamento del materiale locale.
Secondariamente Darvill e Wainwright hanno trovato intorno all’ancestrale struttura un numero spropositato di tombe.
Questo non dovrebbe sorprendere, vista la sacralità del posto.
Quello che rende però particolare il ritrovamento di questi resti umani è che dall’analisi delle loro dentature si può affermare che fossero tutti malati e soprattutto non appartenenti geograficamente al territorio di Stonehenge.
Studiando poi codeste spoglie tramite radiocarbonio presso l’Università di Oxford si è riusciti a risalire approssimativamente ad un’epoca collocabile tra il 2400 e il 2200 avanti Cristo.
Altri resti umani rinvenuti a tre miglia da Stonehenge però sembrano fornire la giusta conclusione a quest’incredibile nuova teroria.
Infatti le spoglie di quello che è stato chiamato Arciere di Amesbury raccontano la storia di un uomo arrivato fino a lì dalle Alpi, in condizioni fisiche pessime, deceduto e sepolto in quel luogo.
La fantasia degli studiosi sembra allora lentamente tramutarsi in probabile realtà.
Una realtà che ci mostra come la pratica della guarigione spirituale sia radicata nel cuore dell’umanità storica.
Quando i treni, i megafoni e Lourdes ancora non esistevano.
Stonehenge, l’antenata di Lourdes.





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