Da più di trent’anni lo Sri Lanka è alle prese con problemi interni, al limite (spesso) della guerra civile. Un conflitto silenzioso. Così com’è stato (ed è ancora) in Colombia. O in Africa. L’interesse per gli sconti tra la maggioranza cingalese di fede buddista e la minoranza tamil di religione induista, viene centellinata.
Una divisione questa, che prima dell’arrivo dei Britannici, era inesistente. E così come il macellaio Leopoldo II, re del Belgio, che oltre a imporre un regime brutale nell’attuale Ruanda, divise gli hutu e tutsi, privilegiando i secondi per questioni fisiche, così in Sri Lanka, accadde lo stesso.
Raffaele Coniglio, operatore umanitario con una lunga esperienza nei Balcani, dall’aprile al giugno scorso, ha operato in Sri lanka, per conto della ong VIS (Volontariato Internazionale per lo Sviluppo ONLUS), per seguire vari progetti (sanitari e socio-educativi) realizzati grazie ai fondi residui degli aiuti post tzunami 2004 raccolti dalla Protezione Civile.
Il giovane italiano è arrivato in Asia in uno dei momenti più caldi del conflitto, quando la linea del presidente Mahinda Rajapaksa aveva inasprito il conflitto, portando lo scontro a livelli inauditi di violenza contro la minoranza Tamil, il tutto ignorando critiche e richiami della Comunità Intenazionale.
Sistematosi in prevalenza a sud-ovest nel paese, Raffaele ha seguito e implementato vari progetti nel settore socio educativo (in tre scuole nei pressi di Galle) e nel settore sanitario in due ospedali (Mahamodera e Matara). E lì, nelle piantagioni di tea, l’atmosfera era pacifica. Lontana, da quello che succedeva a oltre cento chilometri in direzione nord-est. Epicentro di un bagno di sangue trascurato.
Sig. Coniglio, non esiste proprio dialogo tra Tamil e Cingalesi? Al contrario. Coesistono pacificamente, semmai lo scontro è stato tra Governo e il Movimento di Liberazione delle Tigri Tamil Eelam, l’LTTE. Tamil e cingalesi, ad eccezione, però, del nord dell’isola, manifestano apertamente le loro differenze linguistiche, culturali e soprattutto religiose. Ho operato per diversi anni in Kosovo ed ho potuto constatare gelo nei rapporti tra serbi ed albanesi. A Mitrovica, il ponte sul fiume Ibar divide letteralmente queste due comunità. Nessuna delle etnie si sognava di passarlo.
Come si è comportata la Comunità Internazionale durante il conflitto? La guerra in Sri lanka ha di sicuro attirato meno telecamere di molte altre guerre. C’erano campi di sfollati con decine di migliaia di persone. C’è stata la pulizia etnica ma la stampa e gli aiuti non sono arrivati. “Merito” del Governo che ha lasciato entrare e filtrare molto poco, ma non va dimenticato un certo disinteresse generale.
Come ha lasciato lo Sri lanka? Colombo è ancora una città militarizzata. Il governo locale è stato molto abile a non far trapelare le notizie più sconcertanti di questa guerra. Ogni tanto la BBC riusciva a trasmettere qualcosa ma mai in diretta e dai luoghi del conflitto. Così è veramente difficile ricostruire la storia. Per adesso, continua la conta dei morti, mentre alle ONG internazionali non è ancora concesso il libero accesso ai campi degli sfollati.
“Già due mesi fa, le 250.000 persone che erano fuggite dai luoghi del conflitto e affollavano questi campi improvvisati gestiti dal governo, vivevano in condizioni disumane” concludeva l’operatore del Vis, “A nulla erano servite le denunce e i propositi persino di accreditate organizzazioni internazionali, come la Croce Rossa Internazionale. Non sappiamo ancora quali sono stati i costi di questa vittoria dell’attale presidente cingalese. Nella confusione e in questo silenzio mediatico, ha “vinto” il governo di Colombo.
Già. Ma ha vinto cosa?





Organizza il tuo viaggio
Prenota il tuo volo
Prenota il treno
Rent a car



Ha vinto cosa?
I Sri Lankesi cioe sinhala, tamil, musulmani, malay, burgher (europei di ceylon) hanno finalmente vinto la possibilita’ di poter vivere insieme in tutte le zone di sri lanka. Niente piu’ zone vietate a qualche razza, niente piu divisioni raziali, niente piu ONG occidentali che vergognosamente aiutavano il razzismo alla rovescia creando tensioni di ordine pubblico. Niente piu ONG che trasportano esplosivi o pezzi di aerei per terroristi per uccidere o usare bambini soldato. Per fortuna i Buddisti e Hinduisti non sono mai uno contro l’altro. Sono piu’ sofisticati che la carta “guerra religiosa” non funzionava (uno schiaffo in faccia ai nemici). Infatti Sri Lanka e India vanno molto d’accordo che solo lo sviluppo (e non dipendenza) puo essere sostenibile . Tutta l’asia e il resto dei paesi NAM (la vera grande communita internazionale legittima dopo l’onu) è con sri lanka, tranne una manciata di paesi isolati che si fanno chiamare “communita internazionale”, per legittimare le loro bombe contro altri popoli da Iraq, Afghan a pakistan (poi mandano gli “aiuti”). C’e chi come questo giornalista non ha capito ancora, che queste forze vestite da benefattori non riusciranno piu’ a creare caos li perche il governo continua monitorare le attivita’ di questa gente..
Chi ha perso? tutta l’idea “divide and rule!”