Piegare le dita delle mani per battere sulla tastiera del computer fa male. Si è formato un colorito rosso nella parte superiore dei palmi, che sfuma in rosa scendendo. La pelle cerca di proteggersi dall’usura eccessiva e i calli da lavoro si stanno già formando.
Ti sei lasciato tutto indietro e sei partito, senza pensarci troppo. Hai ascoltato ciò che avevi dentro, ciò che il cuore ti sussurrava da tempo. Ti sei rispettato senza accettare i compromessi che la paura ci porta troppo spesso. E ora, guardando l’infinito verde che c’è fuori dalla finestra, senti di aver capito un po’ di più chi sei. O chi vorresti essere.
Grazie all’associazione internazionale Wwoof (World web of organic farm) hai contattato la fattoria nel cuore della Catalogna da cui stai scrivendo ora. Sei a circa quaranta chilometri da Barcellona, non lontano da Villafranca del Penedes. Una zona ricca di vigneti da cui si ricavano vini e spumanti tra i più famosi e buoni di Spagna.
È passato qualche giorno ormai dalla sera in cui sei arrivato in questo casolare lontano da tutto. E vicino a Dio. La macchina, entrando nella lunga stradina sterrata, sobbalzava e quasi si staccava da terra.
Sei sceso. Hai respirato il buio. Sul fondo della vallata c’erano le luci arancio del villaggio più vicino. Dietro la staccionata Manuel e Basil, i due cani della granjas, sono impazziti di gioia nel vederti. Ti hanno dato il loro personale benvenuto saltandoti addosso, leccandoti qua e là. Hai oltrepassato la porta del rischio, e ora quel velo di felicità sottile è pronto ad avvolgerti.
La mattina dopo la sveglia era puntata molto presto. I primi raggi del sole baciavano piano la finestra appena accostata. Fatta colazione si cominciava subito il lavoro. Prendi e sposti grosse pietre con le mani. Tagli i rovi che le avvolgono. Senti l’energia che emanano quei sassi far parte anche di te, come in uno scambio alla pari con la Madre Terra.
Il vento ti accarezza gentilmente le gote, mentre un calore pesante preme sulle spalle. Si ha sempre da fare in fattoria: pulire il pollaio, strappare le erbacce che invadono l’orto, zappare, smuovere la terra, concimare, trasportare le pietre con il trattore. E ci si può sempre fermare, prendersi un momento di coscienza, guardarsi intorno. E ringraziare l’energia della vita, che in tanti chiamano Dio, per averti fatto arrivare fino a lì. In quel momento del presente: distrutto dalla fatica e profondamente felice.
I cani a fine giornata ti guardano con occhi inconfondibili. Hanno bisogno di qualcuno che lì accompagni verso la libertà. Ripercorri la striscia di terra che ti aveva portato alla fattoria, qualche sera prima. Torni in strada. Cammini tra le vigne infinite della Catalogna.
Il vento batte il ritmo sulle fronde appuntite degli alberi, come un ballerino di flamenco. La danza della libertà è appena cominciata. Respiri il buio, le stelle ammiccano. E anche le mani fanno meno male nella notte spagnola.





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Leggendo il tuo “articolo” mi sembra di rivivere un pò la mia esperienza a L’Aquila. Partire senza pensarci troppo. Andare a dormire, la sera, stanca ma felice. Fare cose che nella mia quotidianità sono insolite, come lavorare la terra, togliere erbacce, spostare pietre. Certe esperienze ti rimangono dentro segnandoti per sempre. Ti fanno riscoprire il senso della vita. Ti mettono di fronte ad una realtà dove fatica e sacrificio diventano doni. Grazie. Anna Maria
Che felicita’ in quella stanchezza estrema del corpo e in quella pace dell’anima. Tu mi puoi capire, Anna Maria. Grazie a te per esserti fermata a leggere. Fabio
Che bella la vita da wwoofer!!!!!!!!!!!!!
E si Andrea, la vita da woofer è certamente da provare almeno una volta se ami la natura e sei curioso di sapere ciò che ti può insegnare.
Ciao,
Fabio
Ciao Fabio..mi sono venuti i brividi leggendo il secondo paragrafo..sembrava quasi se stessi parlando proprio con me.
Ho mollato il lavoro dopo 8 anni per seguire un istinto che sentivo dentro da tempo..
Il resto del tuo racconto non lo posso condividere perchè ancora non ho fatto questa esperienza..ma sono in procinto di!
Parto a Novembre e vado in Andalucia.
Quanto è durata la tua esperienza? Io per ora lo farò per un mese..ma sono tentata di passare l’anno intero a girare la Spagna nelle varie fattorie!
Ciao Fabio!sono una ventenne futura wwoofer. Presa dall’entusiasmo questa estate vorrei andare in Spagna. Avrei bisogno di un paio di informazioni che non trovo in giro, potresti aiutarmi? Mandami la tua e-mail così facciamo più in fretta.
ti ringrazio tanto!ciao!