Settanta anni fa. Spagna. Guerra civile. Una guerra che sconvolse l’intero paese e che lo divise in due coalizioni. Un periodo che ha segnato profondamente gli spagnoli nel loro spirito.
Sono passati decenni da quegli atti di violenza che si diramavano ovunque dalle città alle periferie. Nonostante ciò, una cosa porta a rivivere quei momenti: il Mosca, uno dei protagonisti del conflitto.
Sono ottocento cavalli di potenza che rombano nel motore del mitico aereo che qualche giorno fa è tornato a librarsi nel cielo della Spagna, grazie alla volontà della Fundación Infante de Orleans (FIO).
La Fondazione ha come scopo la conservazione di aerei storici attraverso l’utilizzo di fondi pubblici e privati.
Questo non era il primo aereo che è stato rimesso a nuovo, ma una delle particolarità di questo esemplare è che solo una persona è attualmente in grado di guidarlo.
Il pilota è Carlos Valle, il presidente della FIO stessa, che ha imparato a portarlo nello stesso modo del lontano 1936: a bordo di un velivolo in cui non c’era il posto per il doppio pilota.
Il lavoro per effettuare tutte le riparazioni è durato a lungo, più precisamente dal 1992, l’anno in cui i resti del Polikarpov furono ritrovati in Russia.
Qui il velivolo si era schiantato, distruggendosi in mille pezzi, nel tentativo di realizzare un atterraggio un po’ troppo forzoso durante la guerra che vide come protagonisti Russia e Finlandia.
Ci vollero sei anni prima che l’esemplare storico fosse in grado nuovamente di prendere il volo nei cieli della Russia.
Per un certo periodo di tempo, fu anche proprietà della Alpine Fighter Collection of New Zealand.
La FIO, però, decise di acquistare l’aereo per 350.000 dollari, con l’impegno di metterlo a disposizione di musei, collezioni e mostre temporanee. È troppo importante perché rappresenta una delle tappe indelebili della storia spagnola.
E così, per un attimo, sopra Madrid il velivolo di modello Polikarpov I-16 si è lasciato trasportare nuovamente dal vento, sorvolando il cielo sopra Madrid e portando con sé sul timone i colori della bandiera repubblicana.
Molti gli spettatori presenti a immortalare il momento nella propria memoria.
Ma solo uno di loro fu in grado di vivere questa esibizione con qualche brivido lungo la schiena e un po’ di commozione.
Si tratta José María Bravo, un uomo che al giorno d’oggi può dire di aver contato 91 compleanni. Ma quelli che caddero in concomitanza del conflitto civile, sono indimenticabili.
Perché certe angosce, come partire da casa la mattina sapendo che potrebbe essere l’ultima volta che vedi i tuoi cari, non si possono scordare.
Né tanto meno se si è considerati degli assi dell’aviazione repubblicana, come lo fu José tanti anni or sono. E tutti puntano su di te e le tue capacità per salvare il paese.
E vedere per un’altra volta quello stesso aereo che negli anni Trenta tentò di difendere con tutte le sue forze la capitale iberica, è come ricordare in un momento tutto quello che significò vivere quei giorni.
E sapere che tutti i sacrifici e tutti i dolori passati, sono valsi a qualcosa. Non sono stati solo vite spezzate e famiglie decimate.
Si è combattuta una lotta per poter vivere adesso in una condizione migliore. E José questo lo sa bene, lui che è orgoglioso di essere oggi quello che è e di poter rivivere per qualche istante quei momenti, ma con un velo di orgoglio.
E questa fierezza ne deriva dal numero dell’aereo. Lo stesso di uno dei due emblematici velivoli che lui pilotò: il CM-249.
Dopo mezz’ora di volo del Polikarpov e l’emozione suscitata negli spettatori, l’aereo è atterrato, lasciando la promessa di farsi vedere altre volte in volo grazie a formazioni di aerei.
È un modo per non dimenticare la storia, attraverso il volo di un aeroplano.





Organizza il tuo viaggio
Prenota il tuo volo
Prenota il treno
Rent a car





Gradirei cartoline di aerei storici del vs museo.
Sono appassionato di volo.Graziesaluti.
Colorado bar Pensabene Salvatore Via Falcone 11-90010 Altavilla Milicia (PA)
Italia.
E’ veramente straordinario quello che fate.Con pazieza certosina riuscite a rimettere in sesto i velivoli e farli volare.
Gradirei anche indirizzo del museo aereo