E’, per eccellenza, la città della movida dove la notte prende il sopravvento sul giorno e si vive la frenesia dall’interno. E’ Madrid. Meravigliosa e orgogliosa località spagnola. Ricca di attrazioni, di diversivi, di arte, di architettura antica e di altra assolutamente moderna.
Un significativo adagio locale recita “de Madrid al cielo…” ed così è. Oggi la città raggiunge le nuvole che la ombreggiano dall’alto con le sue numerose e spettacolari torri.
Verso la parte nord del Paseo de la Castellana, nel quartiere finanziario madrileno, definito Zona Azca, acronimo del più lungo Asociación Mixta de Compensación de la Manzana A de la Zona Comercial de la Avenida del Generalísimo, svettano edifici imponenti, sedi delle maggiori aziende spagnole e internazionali.
La Torre Picasso conta 43 piani, è opera dell’architetto statunitense di origine giapponese Minoru Yamasaki, lo stesso che firma, negli anni addietro, le Twin Towers, le torri gemelle di New York, oggi ancora più tristemente note per la loro distruzione.
La Torre Windsor, distrutta da un incendio nel 2005, la Torre del Banco de Bilbao, la Torre Europa, la Torre Alfredo Mahou che accoglie gli uffici della Mutua madrilena.
E ancora, la Torre Cajamadrid, la Torre de Cristal, alte approssimativamente 250 metri, la Torre Sacyr Vallehermoso di 236 metri e la Torre Espacio che ne misura 223 circa.
Verso la fine del lungo viale finanziario, ampio, moderno, scintillante grazie ai suoi edifici che sembrano fatti di specchi, costeggiando il lato opposto allo stadio Santiago Bernabeu, per poter restare proprio sotto i grattacieli, si trovano due gioielli dell’architettura cittadina.
Le torri, emblema della modernità di Madrid, opera di Philiph Johnson e John Burgee. Le Torri Kio (Kuwait Investments Office). Nate negli anni Novanta, sono inclinate l’una verso l’altra di 15 gradi al centro di Plaza de Castilla, alte 115 metri, formano la Puetra de Europa.
Alcuni le paragonano a due amanti sempre pronti a sfiorarsi, ma senza mai abbracciarsi. In effetti, si presentano a forma di delta, la lettera greca, ed è suggestivo passare sotto queste ambiziose strutture ammirandole dal basso. L’imponenza che ne scaturisce e la prospettiva osservata è impressionante.
Rappresentano un tocco d’autore, squisitamente avanguardista, al già bel paesaggio madrileno. E pare pensarla così anche il famoso regista spagnolo Pedro Almodóvar nel suo film “Carne tremula” del 1997, ambientato a Madrid, inizialmente negli anni Settanta e poi nei Novanta. Sullo sfondo della storia, come ulteriore personaggio, la città con i suoi umori e le sue scenografiche torri Kio.





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