Singapore salta alla mia memoria per un avvenimento che scosse a metà degli anni novanta l’opinione pubblica statunitense.
Un diciottenne dello Stato dello Ohio, Michael Peter Fay, in vacanza in questo paese esotico, fu accusato di vandalismo e furto e perciò condannato alla fustigazione con sei bastonate sulla schiena.
Il Governo americano si fece sentire ma non riuscì nel suo intento di fermare questa medioevale punizione corporale: da sei comunque la pena si tramutò “solo” in quattro legnate.
Ma Singapore è così, quell’isola è la terra delle regole.
Camminando nella zona avveniristica dei palazzi governativi ci si può imbattere nella piazza dedicata alle fustigazioni che, per onor di cronaca, è meno utilizzata di quanto si pensi avendo questa città un bassissimo tasso di criminalità.
Molte cose sono sanzionate da queste parti: comprare e masticare chewing gum, bere dopo un certo orario e chiaramente deambulare ubriachi per le strade.
Il progresso, se non nella legislazione, sembra però di casa in questi luoghi vista la sfarzosità di strutture come l’imponente Skyline ed i quartieri governativi che sono largamente votati all’architettura contemporanea.
Questa volontà di progresso architettonico si riversa anche sulla stranissima forma del Centro Congressi cittadino che ricorda la forma di un noto frutto esotico della zona, il Durian.
Ad accoglierci non tanto distante c’è la statua del Merlion, dal 1965 simbolo del Paese.
Nelle sue fattezze ricorda una creatura mitologica con il corpo di pesce e la testa di leone.
Come statua è presente ufficialmente in cinque luoghi della città-stato.
L’originale risiede alla foce del Singapore River ed è stata creata per l’Ufficio Turistico di Singapore da Frasee Brunner che raccolse lo spunto da un’antica leggenda popolare.
L’occhio e soprattutto il portafoglio del turista rimarrà affascinato anche da un’altra attrazione ben più materiale.
Infatti a Sim Lim Square troverà il paradiso per l’elettronica a basso prezzo: sei piani di negozio per la goduria dell’uomo tecnologico a caccia d’affari.
Un occhio alle leggi, uno alla tradizione, l’altro al portafoglio.
Turismo ed affari in questa terra d’oriente.




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