La Basilica di San Francesco è una delle più importanti chiese senesi, edificata nel Tredicesimo Secolo. Si tratta di un raffinato esempio di arte gotica.
Ma non è la sua architettura a renderla famosa: la Basilica dedicata al Santo di Assisi è celebre per un miracolo eucaristico avvenutovi nel 1730: 223 Ostie consacrate si sono conservate perfettamente senza alcun segno di deterioramento da quel lontano anno al nostro 2008.
Il 14 agosto 1730, nella notte, alcuni ladri rubarono quelle Ostie, contenute nella loro pisside d’argento. Fortunatamente, contenitore e contenuto furono ritrovati qualche giorno più tardi nella cassetta delle elemosine di un’altra chiesa senese e, in segno di ringraziamento, i religiosi della Basilica decisero di non consumare le Ostie.
Fu presto evidente, però, come quelle Particole avessero qualcosa di speciale: il tempo passava, ma in esse non si riscontrava alcun segno di alterazione, nulla, come se fossero appena state preparate. Non soltanto l’occhio dei religiosi non riscontrava corruzione, neppure quello degli scienziati che più volte studiarono le Ostie per cercare di spiegare il fenomeno.
Pur con il trascorrere del tempo, che, in linea teorica, avrebbe dovuto favorire la decomposizione delle Particole, i risultati delle analisi erano sempre uguali: perfetto stato di conservazione.
È piuttosto infrequente che la Scienza riconosca l’esistenza di un miracolo o, comunque, non riesca a trovare soluzione empirica a un “mistero”, ma la Basilica di San Francesco è sicuramente uno di questi rari casi.
Le Sacre Particole divennero quindi meta di pellegrinaggi e, nel 1980, anche Papa Giovanni Paolo II si recò a visitarle, commentando, emozionato e commosso, “È la presenza!”. In effetti, che si creda o meno in Dio, non sono mai state trovate spiegazioni chimiche, fisiche o biologiche in grado di giustificare il perfetto stato di conservazione di queste Ostie, che datano ormai quasi trecento anni.




Organizza il tuo viaggio
Prenota il tuo volo
Prenota il treno
Rent a car




