La potenza è nulla senza controllo. Ma qui gli pneumatici non c’entrano, qui la macchina è l’uomo. Fare le stesse cose, ma con un dispendio minore d’energia: sembra un sogno.
Gli Sherpa sono finiti sotto la lente d’ingrandimento dei ricercatori dell’Università Cattolica di Louvainche (Belgio) che hanno fornito, dopo un attento studio, interessanti risultati.
Il ricercatore Norman Heglund e altri colleghi sono arrivati alla conclusione che questi “facchini delle montagne” sono in grado di trasportare un carico in pratica equivalente al loro peso, bruciando meno energia per chilo di quanto un normale essere umano impieghi con la metà del peso sulle spalle.
Di necessità virtù, diremmo.
Da quelle parti infatti non esistono negozi e per procurarsi il necessario per la sopravvivenza bisogna percorrere lunghe distanze.
Il mercato settimanale di Namche, per esempio, funge da punto di ritrovo per tutte le merci della regione del Monte Everest.
Il ritorno è un’impresa biblica: una settimana di cammino per i comuni mortali, cento chilometri di sentieri e la bellezza di ben otto chilometri in parete verticale.
Loro scendono con la propria mercanzia, risalgono con molto di più.
Tutto questo in sostanza correndo, visto che il cammino che noi faremmo (forse) in una settimana loro lo esauriscono in due giorni.
Lo studio ha poi evidenziato altri dati molto interessanti di questa spedizione settimanale verso il mercato di Namche: un gruppo di cinquecento uomini e cento donne hanno mosso circa trenta tonnellate di merce con un carico pari al 90 per cento del proprio peso per i maschi e il 66 per cento per le femmine.
Oltretutto quello che ha impressionato di più i ricercatori è stata la povertà di mezzi e attrezzature che questi Sherpa utilizzano nelle operazioni di trasporto.
Una cesta (doko) con una cinghia che si lega alla testa, un bastone a forma di “T” (tokma) e una tecnica nell’avanzare del tutto particolare: si cammina per quindici secondi e ci si riposa per quarantacinque appoggiati al supporto di legno.
“È incredibile quanto sia universale il metodo di caricare i pesi sulla testa per trasportarli, a eccezion fatta per l’Europa occidentale e l’America del nord”, ha affermato Rodger Kram, esperto di locomozione umana e animale dell’Università del Colorado.
Ma gli Sherpa sembrano comunque battere tutti, anche le stacanoviste donne africane che usano una particolare andatura per conservare l’80 per cento dello slancio ad ogni passo.
Però non confondiamo, appunto, la pianura africana con le pendenze del Nepal.
“L’energia impiegata dagli Sherpa si attesta sul 65 per cento, un po’ come accade per tutti noi – afferma Norman Heglund – ma sicuramente loro non faticano così”.
Loro, i superuomini del Nepal.





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