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Scoperta l’isola di Robinson Crusoe - foto : L'isola di Robinson? © René Ehrhardt
L'isola di Robinson? © René Ehrhardt

Scoperta l’isola di Robinson Crusoe

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L’isola che non c’era, adesso c’è. E’ quella dove approdò esausto e smarrito dopo il naufragio il marinaio scozzese Alexander Selkirk nel 1704. L’uomo cui Daniel Defoe si ispirò per scrivere il suo celebre romanzo: “The Life and Strange Surprising Adventures of Robinson Crusoe”.

L’atollo fa parte dell’arcipelago Juan Fernandez, al largo delle coste del Cile, e porta il nome spagnolo di Agua Buena. Scavi nella boscaglia della zona hanno riportato alla luce resti di un accampamento di fortuna abitato da un europeo.

La notizia, pubblicata sulla rivista “Post-Medieval Archaeology”, ha così confermato le ipotesi precedenti e la storia raccontata nel libro di Defoe che gli regalò un successo senza tempo.

Tra gli oggetti più importanti ritrovati c’è una coppia di compassi nautici. Gli stessi che aveva visto il capitano Woodes Rogers nel 1709 quando strappò dall’isolamento il povero Alexander Selkirk per poi “restituirlo” alla civiltà.

Grazie a studi approfonditi nella area, gli esperti hanno capito come lo scozzese riuscì a sopravvivere da solo e così a lungo in questa terra selvaggia. L’uomo aveva costruito due ripari vicino a un ruscello dove si dissetava.

Sempre da lì, poteva tenere sotto controllo la riva e il mare nella speranza di avvistare una nave che l’avrebbe portato in salvo. E così avvenne, dopo quattro anni passati in mezzo al nulla.

A dare conforto a Selkirk, come confermato nei rapporti relativi al suo salvataggio, c’era una bibbia strappata alle acque. La lettura del libro sacro e la sua fede gli permisero di affrontare la solitudine, ricavandone un senso di pace interiore unico, che perse non appena fu di nuovo “ingoiato” dalla civiltà.

Ancora oggi non è certo se Defoe, da tutti considerato il “padre del romanzo inglese”, incontrò Alexander Selkirk o sentì solo raccontare la sua avventura. Da oggi è però certo che lo scozzese visse davvero ad Agua Buena, l’isola di Robinson Crusoe.

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LIBRI

Le rose di Atacama

"Le rose di Atacama" di Luis Sepulveda - Teadue, 2008

Patagonia Express

"Patagonia Express" di Luis Sepúlveda - Guanda, 1999



7 commenti a “Scoperta l’isola di Robinson Crusoe”

  • bern hiemer alle ore 11:59 am scrive:

    voglio andare anche io

  • Andrea Lessona alle ore 12:06 pm scrive:

    Credo che lo vorremmo un po’ tutti per sfuggire al nostro vorticoso quotidiano.

    Buon viaggio!

  • tonino alle ore 5:52 pm scrive:

    Che ce ne frega, il passato e passato, la storia e anche passata. pensiamo ai problemi del presente e quelli del futuro.

  • Andrea Lessona alle ore 11:32 am scrive:

    Gentile Tonino,

    grazie per il suo commento.

    Per fortuna ci sono tanti nostri lettori – la quasi totalità – cui la storia, la cultura, l’archeologia interessano. Un mondo che non conosce il suo passato non può avere futuro.

  • Paolo Beltramini alle ore 11:43 am scrive:

    Ho una collezione di oltre 900 sabbie di tutto il mondo, una per ogni nazione, ma l’isola di Robinson, insieme ad Aldabra, sono i “pezzi” mitici che tutti noi collezionisti stiamo cercando. Ha qualche contatto di persone che hanno fatto la spedizione e che potrebbero aver raccolto un “campione”. Mi può contattare o far contattare tramite mail
    Paolo

  • Andrea Lessona alle ore 12:10 pm scrive:

    Gentile Paolo,

    grazie per il suo commento.

    Stiamo cercando, attraverso le nostre fonti, di trovare qualcuno con cui metterla in contatto. Non appena sarà possibile, le faremo sapere in privato.

  • Paolo Beltramini alle ore 10:21 am scrive:

    Grazie mille, ci “conto”

    Paolo

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