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Sappada, calore glaciale delle Dolomiti - foto : Sappada (BL), stalattiti di ghiaccio © Luca Ferrari
Sappada (BL), stalattiti di ghiaccio © Luca Ferrari

Sappada, calore glaciale delle Dolomiti

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D’inverno, passeggiare in montagna può regalare emozioni che nessun’altra stagione è in grado di realizzare. Basta che la temperatura scenda sotto lo zero ed ecco come un banalissimo tetto di una qualsiasi abitazione si trasformai in una sfilata di piccoli miracoli d’acqua dolce. Un trampolino per credere alla magia più elementare.

Eccole. Trasformano la luce. La rimandano al mittente coi complimenti di Madre Natura. Raccolgono lo splendore del sole. Delicati tubicini di ghiaccio che partono dall’alto tentando di raggiungere il suolo. Le stalattiti.

Scappo dalla città. E nel mezzo del cammin mi ritrovai sopra un torrente: il rio Mühlbach (rio dei Mulini) nella placida cittadina di Sappada (BL), a 1255 metri slm. Ed ecco, passando dal ponte della strada a un altro più elegante realizzato in legno, vengo rapito dal caloroso richiamo di una serie di fragili e gelide stalattiti.

Pare un sortilegio dei più fiabeschi. Vien voglia di afferrarle e lanciarsi in scherzosi duelli. Merletti naturali che definiscono nuovi confini. Che affondano vecchie colonne d’Ercole. Moderne piante di fagioli magici su cui immaginare di arrampicarsi e scoprire cosa c’è sopra le nuvole.

Sento il rumore dell’acqua che scorre sotto di me. Poche macchine per fortuna. Mi avvicino e poi torno indietro. Mi rispecchio. Guardo la mia faccia dal ghiaccio che sfida il calore dei raggi. Allungo la mano comportandomi come un perfetto anarchico gravitazionale. Voglio solo sfiorarla.

Nelle località molto fredde sotterranee e non, è possibile che si vengano a formarsi anche le stalagmiti, nel punto esatto in cui la stalattite gocciola. Vederne una sarebbe uno spettacolo incredibile. Così come quei “spadoni” glaciali che si formano nei fiumi (molto più rapidi nella formazione però).

Mi faccio toccare i polpastrelli da quelle punte appuntito-arrotondate. Nel mio campo visivo, le mescolo con gli alberi coperti di neve. Le uso come righello per capire quanta voglia abbia di raggiungere la vetta più alta. Riesco a vedere un esercito di gocce che si unisce in un istante per dare vita a questa nuova creatura.

Busso per un istante. Ne vorrei sentire il sapore. Escludo ogni attore esterno. Percepisco il battito del ghiaccio. E mi sembra la migliore delle risposte per questa nuova storia infinita.

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"Ricette delle nuove famiglie d'Italia" di Benedetta Cucci - Pendragon, 2010

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"Intervista a Babbo Natale" di Renato Minozzi - Nuovi Autori, 2003



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