Ha già tracciato sulla carta geografica il suo prossimo itinerario in risciò. Comincerà a ripercorrere l’Italia in primavera. La storia di Rocco Marvaso non si conclude con l’arrivo a San Giovanni Rotondo (Fg).
La ricerca può diventare movimento incessante, bisogno continuo di mettere in gioco le proprie idee. Tante le strade percorse. E, sulle strade, incontri che spesso sanno di attimi. Paesaggi che assumono colori diversi perché visti da una diversa prospettiva. È questa la felicità a basso consumo inseguita da Rocco Marvaso.
Ha deciso di intraprendere il suo quarto viaggio a bordo di un rikscha. Destinazione, Bologna. Un peregrinare che diventa scrittura, perché Rocco annota tutto nel blog da lui creato, una sorta di taccuino elettronico. Non mancano le fotografie dei posti visitati e delle esperienze vissute. Testimonianza di un mondo vario, fatto di sfumature non facilmente distinguibili.
Lo incontrai per caso nel Centro storico di Altamura (Ba). Era un caldo ed assolato pomeriggio primaverile. Mi incuriosì il mezzo con cui stava attraversando il cuore antico della città. Un risciò sul quale fui invitata a salire. Il giornalismo è fatto di storie da comprendere. Ti permette di viaggiare attraverso le esperienze degli uomini. Richiede ascolto. E così ascoltai quello che Rocco voleva raccontarmi. Un giovane che decide di abbandonare tutto per inseguire idee e convinzioni non si incrocia ogni giorno per strada.
Il 24 agosto 2007 Rocco partì da Monaco di Baviera su di un rikscha, bicicletta-triciclo a trazione umana che serve a trasportare la gente a mo’ di taxi. Dopo poco meno di un mese si fermò a Genova per incontrare la sua famiglia.
“Quando sono arrivato a Genova, nel 2007, mi ha colpito molto la problematica dei cambiamenti climatici”, spiegò il giovane. “Ho pensato che il clima sta cambiando repentinamente e che noi, invece, continuiamo a interessarci a cose futili. Così ho deciso di partire. Una sorta di azione ecologica volta a sensibilizzare la gente. Io stesso ho cercato di informarmi sui problemi del clima”.
Ad ottobre Rocco decise di dirigersi con il suo risciò verso il Centro ed il Sud Italia. Il 28 novembre 2007 giunse a Cittanova (RC), dove si fermò per qualche anno. Ed è proprio da quest’ultima città che il 23 maggio 2010 intraprende il viaggio verso San Giovanni Rotondo, dove, il 9 giugno, Rocco lascia il suo risciò.
“Il mio quarto viaggio – scrive – inizierà il 21 marzo 2011 da San Giovanni Rotondo, rinomato luogo di pellegrinaggio in cui ero felicemente approdato al termine dell’ultimo viaggio in risciò. Terminerà presumibilmente a Bologna il 10 aprile”. Pedalando lungo la costa adriatica e “nell’antico territorio dei Galli Senoni”, il risciò percorrerà circa 550 Km.
“A Bologna – sottolinea Rocco – c’è un movimento di persone che si adopera per sensibilizzare cittadini e politici locali affinché nel centro della città ci sia una zona libera da traffico motorizzato. Vorrei lasciare il mio risciò a queste persone (l’associazione si chiama Primavera Urbana) perché lo utilizzino per trasportare, gratis o con una piccola offerta, i cittadini nel centro di Bologna”.
“A questo obiettivo concreto e più prettamente sociale – conclude – si unisce una mia personale curiosità per i territori adriatici fra il Gargano e la Pianura Padana, che mi appresto ad attraversare e a vivere per la prima volta”. Rocco riapre il suo diario di viaggio per continuare a scrivere. Chi lo incontrerà per strada, non potrà rinunciare a fare un giro sul suo risciò.





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