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Rocco Marvaso, in risciò per l’Italia - foto : Rocco Marvaso con il suo risciò © Anna Maria Colonna
Rocco Marvaso con il suo risciò © Anna Maria Colonna

Rocco Marvaso, in risciò per l’Italia

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Caldo e assolato pomeriggio primaverile. Le vie del Centro Storico di Altamura (Ba) appaiono deserte e silenziose. Tutti sono a casa per il sacro rito del pranzo. Noto in lontananza, all’angolo di un antico palazzo, un cartello con su scritto: “Fa 100 Km con 1 Kg di pasta. E tu?”.

Incuriosita e attratta dallo sfondo giallo di un insolito mezzo di trasporto, mi avvicino. È un risciò. Strano vedere da queste parti un veicolo che pensavo attraversasse solamente le strade indiane. Non riesco a trattenere la domanda e mi presento all’uomo che ne è alla guida. Ho tutto il tempo per ascoltare la sua storia, che è davvero affascinante.

Una felicità a basso consumo, quella che Rocco Marvaso si porta dietro. Ha trent’anni. È nato e cresciuto a Genova, ma abita e lavora a Monaco di Baviera. Di professione fa il grafico, l’artista e l’autista di risciò. In pochi tempo ha collezionato già una miriade di viaggi. Non era mai stato in Puglia. Altamura è la prima città pugliese da lui visitata.

Per comprendere la sua scelta, occorre, però, fare un passo indietro. Il 24 agosto 2007 Rocco parte da Monaco di Baviera su di un “rikscia”, bicicletta-triciclo a trazione umana che serve a trasportare la gente a mo’ di taxi. Dopo poco meno di un mese arriva a Genova, dove rincontra la propria famiglia.

“Quando mi sono fermato a Genova, nel 2007, mi ha colpito molto la problematica dei cambiamenti climatici” spiega il giovane, “Ho pensato che il clima sta cambiando repentinamente e che noi, invece, continuiamo a interessarci a cose futili. Così ho deciso di partire. Una sorta di azione ecologica volta a sensibilizzare la gente. Io stesso ho cercato di informarmi sui problemi del clima”.

A ottobre Rocco decide di dirigersi con il suo risciò verso il Centro e il Sud Italia. Il 28 novembre 2007 giunge a Cittanova (RC), dove si ferma per qualche anno. Qui, il 23 maggio 2010, comincia il viaggio che lo ha condotto ad Altamura. Diciotto tappe italiane per “andare da Padre Pio”. Per arrivare a San Giovanni Rotondo (Fg).

“Cerco di vedere il mondo e la realtà in maniera meno materialistica” continua Rocco, “Non vado a San Giovanni Rotondo per una cosa specifica, ma mi piace l’idea che possa pregare insieme a tanta altra gente e che, con questa azione, possa fare del bene sentendomi sereno in mezzo ad altri che sono lì per lo stesso motivo”.

Da Altamura, Rocco si sarebbe diretto a Bari ed avrebbe attraversato poi, tutta la costa ionica fino a Manfredonia. Arrivo a San Giovanni Rotondo previsto per il 9 giugno. Sosta di qualche giorno, ripartenza, questa volta in treno, per Roma.

“Lascerò il risciò a San Giovanni Rotondo e proseguirò verso la capitale per visitare una mostra dedicata a Caravaggio” concludeva il giovane, “Poi andrò, sempre in treno, dalla mia famiglia a Genova. Destinazione finale, Monaco di Baviera”. Una storia fatta di riflessioni, di decisioni coraggiose e controcorrente. Di incontri. Di parole. Di lunghe camminate solitarie o in compagnia. Quando il viaggio diventa profonda e meditata scelta di vita.

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LIBRI

Lettera a Léontine

"Lettera a Léontine" di Raffaello Mastrolonardo - Tea, 2010

Pellegrino di Puglia

"Pellegrino di Puglia" di Cesare Brandi - , 2010



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