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Pollenzo, nella terra dei Savoia - foto : Scorcio della chiesa di San Vittore di Pollenzo © Monica Genovese
Scorcio della chiesa di San Vittore di Pollenzo © Monica Genovese

Pollenzo, nella terra dei Savoia

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Pollenzo. Piccola località, frazione del comune di Bra, in provincia di Cuneo, nel bel territorio piemontese. Immersa nelle campagne dove la vita scorre in base alle stagioni e al lavoro nella terra.

Polens, questo il suo nome in piemontese, Pollentia, il suo nome romanico, ospita una delle mirabili residenze sabaude, patrimonio Unesco.

L’antica città romana si estende sull’area, poi occupata dalla tenuta reale di Carlo Alberto, e oggi adibita a Università di Scienze Gastronomiche (Slow Food), comprendente anche il teatro, l’anfiteatro, alcuni templi e acquedotti. Di questi resta il solo anfiteatro che abbraccia la struttura del borgo pollentino.

La storia di questa minuta località è ricca di vicende monarchiche e belliche che si succedono nel corso dei secoli. Si parla, infatti di una Pollenzo medievale, di una Pollenzo romana, di una Pollenzo rinascimentale, di una Pollenzo albertina, fino ai giorni nostri.

L’interesse dei Savoia per Pollenzo è espresso chiaramente dal finanziamento della prima campagna di scavi, volta alla scoperta e ricerca di reperti di epoca romana. Tra il Settecento e l’Ottocento, infatti, arrivano i primi risultati.

Ogni scavo porta con se una nuova testimonianza del passato glorioso. Ma i propositi dei Savoia, in particolare del re Carlo Alberto, asceso di recente al trono italico, non si limitano a puro mecenatismo. Al contrario. Nel 1832 iniziano i lavori di ristrutturazione del castello medievale, del borgo e di oltre seicento ettari di terreno. In pratica, l’intera tenuta è soggetta al recupero del proprio splendore.

In tutto si contano quattordici cascine, la torre affacciata sulla piazza della chiesa, la costruzione gotica della parrocchiale di San Vittore, il complesso agricolo “a corte”, ovvero costruito come se all’interno custodisse un altro mondo, un’altra vita. Il borgo appare come un dedalo di stradine lastricate da ciottoli che conducono agli antichi edifici, in ottimo stato di conservazione, che sembrano avvolgere, in un caldo abbraccio ospitale, il visitatore.

Un tuffo nel passato, ma fatto in maniera serena, assaporando ogni scorcio panoramico. Qui manca, infatti, la frenesia e la confusione dei tipici luoghi turisti. Ogni passo si compie con calma, con armonia e con riflessione.

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"I luoghi di Cavour. Viaggio sulle strade dell’Italia unita" di Federica De Luca - Touring Editore, 2012

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