Estate. Riesco a percepire il respiro della città. Il silenzio corteggia strade e piazze avvolgendole con il suo maestoso abbraccio. Molti sono partiti. Alcuni restano. Per loro è stata allestita una mostra sul Corriere dei Piccoli, di cui l’Archivio-Biblioteca di Altamura possiede tantissimi numeri.
La storia del settimanale edito dal Corriere della Sera comincia il 27 dicembre 1908 e si conclude il 15 agosto 1995. Fumetti (Bibì e Bibò, il Signor Bonaventura, Zorry Kid, Dan Cooper…) e fumettisti (Tofano, Mussino, Jacovitti, Hugo Pratt…) intrattengono diverse generazioni di bambini e ragazzi italiani, che crescono in compagnia dei loro beniamini.
Mentre attendo che i visitatori, timidi, facciano il loro ingresso nel salone della mostra, sfoglio qualche copia del Corrierino, attratta dai colori delle immagini e dalle battute dei personaggi, vere e proprie filastrocche in rima baciata.
Mi capita tra le mani un numero datato 31 ottobre 1976. Leggo di un concorso, dal titolo “Operazione reporter”, rivolto a bambini e ragazzi. Dal momento che la curiosità è motore di ogni ricerca, comincio a sfogliare altre copie della rivista, nella speranza di trovare qualche informazione in più.
Mi sembra di viaggiare nel tempo. Un viaggio particolare, in realtà. Quel tempo non l’ho mai vissuto. Sto imparando a conoscerlo attraverso le pagine di un giornale. 7 novembre 1976. È il numero del Corriere dei Ragazzi (nel 1972 il settimanale aveva cambiato nome) che contiene i racconti dei vincitori.
«Raccontate un fatto di cronaca a cui avete assistito. Non occorre fantasia. Occorre saper raccontare un fatto con chiarezza e completezza come fanno i veri giornalisti». Non occorre fantasia, si legge nel regolamento del concorso. E invece i piccoli ce l’hanno messa. I bambini possiedono il dono di raccontare senza troppi giri di parole. Ingenuamente, dicono le cose così come sono. I veri giornalisti, forse, dovrebbero imparare da loro.
«I premi sono: per il primo classificato il Palio, per il secondo un sacchetto di monete d’oro. Per il terzo gli speroni d’argento. Per il quarto un gallo vivo e per l’ultimo l’insalata con l’acciuga». È il palio di Asti visto dagli occhi di Vittorio. Maria Cristina descrive, invece, il ritrovamento, nel mare di Licata, presso la spiaggia «Giummarella», di uno squalo.
«Sono le 13 e qualche minuto di martedì 18 maggio 1976. Nella squallida piazzetta della baraccopoli di Santa Lucia a Partanna, tra le baracche di latta che da più di otto anni ospitano la modesta esistenza dei terremotati, sembra tutto normale… all’improvviso, proprio sulle baracche intorno alla piazzetta si crea, trascinato dalle correnti, un terribile vortice d’aria…».
Giuseppe racconta di una terribile esperienza vissuta in prima persona. Nel suo reportage paura e smarrimento si mescolano alla rabbia provocata da una natura ingiusta. Questi sono solo alcuni dei vincitori. Piccoli reporter crescono. Chissà se qualcuno di loro avrà continuato a camminare su questa strada.





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Si diventa “grandi”più facilmente e con maggior sicurezza se si inzia ad esserlo fin da piccoli.
Saggio dai toni lievi e sereni e colmo di speranza per un futuro che inizia già da ora.
Complimenti all’Autrice.
caterina
Grazie Caterina… sicuramente le nuove generazioni hanno tanto da imparare da quelle che le hanno preceduto. Il Corriere dei Piccoli può permettere ai bambini di conoscere come i loro genitori e i loro nonni trascorrevano il tempo libero. E può permettere ai grandi di ricordare la propria infanzia ed adolescenza, il che non guasta perchè, come scriveva Antoine de Saint-Exupéry nel Piccolo Principe, “tutti i grandi sono stati bambini una volta, ma pochi se ne ricordano”.
Tanti, tanti ricordi di una rivista che da piccolo divoravo.
Grazie Anna Maria di averla rievocata!
Grazie a te, Fede, per aver letto l’articolo. Sto imparando a conoscere anch’io la rivista e, ti dirò, mi sto appassionando alle avventure del signor Bonaventura… Sergio Tofano, il creatore, era un genio!!!Anna Maria
…e qui comincia l’avventura del signor bonaventura…bellissimi ricordi di una rivista che divoravo anch’io da bambina, quando tutti leggevano topolino…
Grazie Marisa… io ho praticamente divorato tutti i numeri della rivista durante la mostra. Amo i fumetti ed ho imparato ad amarli ancora di più dopo “aver conosciuto” il signor Bonaventura. Le sue avventure/disavventure mi hanno fatto compagnia per un’intera estate. E poi, quando ci sono di mezzo i ricordi, tutto diventa più bello. Anna Maria