Parigi è sempre Parigi? Guardando a ciò che alcuni architetti stanno facendo alla città, la domanda non è per niente retorica.
Il quartiere di Montparnasse è un esempio disarmante di come la capitale che fu è stata sfregiata. Gli architetti hanno avuto a loro sostegno il placet di sindaci ben poco propensi a conservare la tradizione e molto invece a incamerare i proventi di un turismo fattosi sempre più grezzo.
Quartiere degli artisti per eccellenza, ha prodotto il meglio dell’arte rivoluzionaria del XX secolo. Nella prima metà del secolo scorso Picasso ha capito, proprio vagando per le strade di Montparnasse, che cosa sarebbe stata la pittura dopo le sue oniriche esplosioni.
E Apollinaire, calpestando lo stesso selciato, ha compreso che la sua non era follia, ma genio sopra la realtà fatta di parole ormai stantie. E poi Matisse, Chagall, Lèger, Sartre, Mirò, Van Gogh, Man Ray. E poi, e poi.
E poi il quartiere ha visto nascere e svilupparsi due correnti artistiche che oggi sono il pilastro della storia recente: impressionismo e cubismo. E oggi?
Nessun artista vaga per il quartiere. Nessuno con idee che siano un minimo originali, e nemmeno si intravede un piccolo artefice che intrattenga i turisti con violino, burattini o classici ritratti. Quelli della Ramblas, per intenderci, non saranno artisti rivoluzionari, ma sono, quantomeno, una delizia per il cuore.
Nulla di tutto ciò nella Montparnasse targata XXI secolo, una Montparnasse pugnalata al cuore una quarantina d’anni or sono. Si, perché la famosa “tour”, che poi altro non è se non un immenso grattacielo è, secondo molti nostalgici, un vero e proprio scempio urbanistico.
Il più alto grattacielo di Francia fu costruito da un gruppo di architetti guidati da Jean Saubot, secondo alcuni con l’unico intento di dare un po’ di respiro alla Tour Eiffel ormai troppo gremita di turisti che volevano godersi una vista panoramica della capitale.
Sostanzialmente per creare un secondo punto d’accesso alla Parigi dall’alto: per batter cassa insomma. E, da allora – parliamo dei primi anni ’70 – più di mezzo milione di persone, ogni anno, pagano un biglietto per salirci in cima. Obiettivo raggiunto.
Un pugnale nel mezzo di una Montparnasse vuota e senza più nulla da dirci.




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