In un periodo in cui la Grecia rischia di perdere la proprietà dei suoi tesori e qualsiasi diritto sulla lunga storia di civiltà e bellezza che segnato il progresso della società moderna, il furto di qualche settimana addietro al Museo minore di Olimpia suona come una beffa che si aggiunge al danno.
Sessantotto oggetti dal valore inestimabile sono stati trafugati, procurando un danno anche per la collettività che non potrà più ammirarne la fattura e apprezzarne l’alto contenuto storico. Oggetti bronzei appartenuti ad atleti del passato, che hanno attraversato i secoli per ricordarci lo spirito che mosse i primi giochi olimpici.
Olimpia è infatti la patria della maggiore manifestazione sportiva mondiale e ancora oggi, simbolicamente, le Olimpiadi iniziano nella città ellenica sul Peloponneso. Il fuoco sacro viene acceso da alcune sacerdotesse e, sotto forma di fiaccole, viene portato di città in città dai tedofori fino alla sede scelta dal Comitato per lo svolgimento dell’ennesima edizione.
Il primo svolgimento è datato 776 a.C., epoca in cui la cittadina presumibilmente cominciò ad accogliere gli atleti partecipanti ai giochi quadriennali in onore di Zeus. Delle grandi vestigia del passato poco è rimasto in piedi e l’immaginazione, aiutata da ricostruzioni cartacee può rendere l’idea della grandezza del Tempio di Olimpia, eretto per celebrare il padre degli dei.
Una grande statua in oro e avorio, realizzata da Fidia, e raffigurante il potente dio, si trovava al suo interno e – per la sua bellezza – era inserita tra le sette meraviglie del mondo antico. Poco distante, delle colonne spaccate segnano il posto dove sorgeva il Tempio di Era (Heraion), in cui erano custodite le corone di alloro per i vincitori.
Il caldo soffocante di questa piana soleggiata, con la terra che si sgretola per l’arsura diventando sabbia e le cicale che stordiscono col loro frinire incessante dagli alberi di oleandro e dagli ulivi, rende acquoso ogni movimento e affrontare, anche solo per gioco, la pista da corsa dei 120 metri richiede una dose extra di energia e liquidi. Allora diventano un miraggio acustico le urla e gli incitamenti del pubblico sugli spalti che accoglievano fino a 45.000 spettatori.
La pianta di una grossa palestra e del ginnasio rende la misura dei tanti atleti coinvolti provenienti da tutte le province greche, che stabilivano in quel periodo una tregua da eventuali guerre, vi abitavano e ivi si allenavano nel mese precedente le prove atletiche.
Altari, templi minori, saune e fontane sono stati identificati grazie ai blocchi sparsi sul terreno e l’acqua è veramente l’elemento mancante in questo luogo che trasuda ancora testosterone misto a olio per il corpo. La fontana dove sciacquarsi mani e piedi prima di uscire è un sollievo anche per chi ha solo visitato il prestigioso sito archeologico, giocando con la storia e con la fantasia.





Organizza il tuo viaggio
Prenota il tuo volo
Prenota il treno
Rent a car




