Piccolino, alle volte sinonimo di grazioso. Se a questo si aggiunge la bassissima densità umana si potrebbe eleggerlo come una benedizione per le orecchie e per la pace nel cuore.
Morterone detiene uno scettro, una corona: essere con le sue trentasei anime il comune più piccolo della nostra penisola.
Ma qui il mare è ben lontano. Qui l’abbraccio viene proprio dalla montagna. Un abbraccio materno che quasi sembra vegliare sul silenzioso isolamento di queste strade, di queste case, di questo campanile dal resto del mondo.
Ci troviamo a venti chilometri da Lecco, sulle tracce di una comunità che, seppur esigua nel numero, si stima essere presente in questi luoghi dal 1100.
Un nome strano che forse deriva dal latino mortarium (la ciotola usata per pestare ingredienti vari), adagiato sul versante orientale di un monte chiamato Resegone per la sua forma che ricorda una sega, resega in dialetto lecchese.
Gente che va gente che viene nelle epoche segnando la storia di questa popolazione: dai trecentoventi abitanti del 1600 agli oltre quattrocento dell’inizio del secolo scorso, dai mandriani transumanti fino alla transumanza della forza lavoro verso la città.
Ma la forza a queste persone non è mai mancata. Dopo gli avvenimenti dell’8 settembre 1943 la casa del parroco, Piero Arrigoni, divenne luogo sicuro per i molti prigionieri fuggiaschi, ebrei ricercati e militari dissidenti. Un’opera di coraggio civico che valse al prete un riconoscimento ufficiale da parte dell’Associazione Nazionale Partigiani Italiani.
Anche il Resegone, con le sue tredici cime e la sua Foresta, accoglie il visitatore che ha buon fiato, esperienza e buone gambe: con un cammino impegnativo di sei ore, a quota quasi costante, si può percorrere l’intero Anello.
Gli alpeggi si sprecano perché qui l’allevamento del bestiame ha sempre avuto un ruolo centrale nell’economia. Per questo motivo un po’ di superficie boschiva fu abbattuta per dar spazio al pascolo e anche per la creazione degli slavazzi, invasi artificiali per abbeverare il bestiame.
Presso gli alpeggi si può incontrare la squisita tradizione casearia che negli anni è riuscita a unire prolificamente l’assoluta qualità alla produzione limitata. Alcuni di questi prodotti naturali si possono acquistare direttamente in loco per il piacere delle papille gustative. Una zona che affascina sia sopra che sotto terra.
Infatti bisogna sapere che siamo in presenza di un’ampia e studiata zona carsica. Numerose sono le grotte costantemente analizzate dal Gruppo Speleologico CAI Varese che ha raccolto la sfida aperta alla fine degli anni Ottanta dal Gruppo Speleologico Brianteo.
Grotta Maddalena, la principale, dieci chilometri fino ad ora esplorati. Un nome che taglia la tradizione tutta speleologica di battezzare il sito scoperto. Qui pare cadde e morì una giovane di nome Maddalena.
E così quel nome rimase. Storie di Morterone.





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Il Resegone (lato occidentale però)…ha accompagnato la mia infanzia e la mia adolescenza durante tutto il periodo estivo, ora accompagna le mie nipoti e la mia piccola principessa nelle loro lunghe estati. Al mattino, quando apri le persiane, é sempre la prima cosa che guardi: dalla sua nitidezza capisci il volgere della giornata…meraviglioso!
Grazie per aver trovato il tempo di lasciare un commento.
Quando il territorio entra nel cuore di chi ci vive.
Un’emozione preziosa.
Veramente.
Francesco
E il comune in cui ho sempre desiderato di vivere.
Pieno di tranquillità, aria buona, niente traffico e sopratutto ricordare attravrso questi monti e la gente anziana che vive i ricordi e le tradizioni di una volta.
Il silenzio può essere stupendo: ascoltare il vuoto riempiendolo con la propria vita.
Una sensazione preziosa.
Francesco