Sentire il respiro della città, calarsi nelle sue vene per carpirne la linfa che scorre dove l’occhio dell’ignaro cittadino non arriva e dove l’instancabile frenesia è così lontana da sembrare solo un brutto sogno.
Scarpe infrenabili sopra le strade di Milano.
Sotto un mondo fatto di silenziosi, oscuri e affascinanti cunicoli.
Due studiosi, Ippolito Edmondo Ferrario e Gianluca Padovan, ci hanno raccontato il rovescio della medaglia, il lato nascosto di una metropoli abituata a essere visitata alla luce del suo pallido sole.
Milano Sotterranea e Misteriosa, un libro nato per raccontare ciò che di Milano non appare ma rimane silente nell’oscurità:
“..dai celebri e sconfinati sotterranei del Castello Sforzesco, ai più moderni bunker e ricoveri antiaerei, passando per catacombe e passaggi segreti. Una Milano inedita, segreta, densa di misteri e leggende”.
Un’introduzione che attiva la curiosità del cittadino sveglio.
Non è più questione solo di guardare oltre il nostro naso, questa partita si gioca sotto i nostri piedi nei luoghi che comunemente attraversiamo.
Il respiro della Storia segue i nostri passi da pendolari.
La fretta degli zaini e delle ventiquattrore rimbombano nei resti della Grande Guerra che silenziosamente giacciono nella pancia della Stazione Centrale.
Un rifugio antiaereo nato, sorto e completato in fase con lo scalo ferroviario.
I suoi mattoni rossi raccontano il colore del sangue versato da questa città nel suo trovarsi schiacciata tra un’assurda tirannia e le bombe di chi doveva liberarla.
Strano destino in mano a poteri forti.
Come quelli che vollero edificare in un parco in zona Gorla, sotto un tempietto neoclassico, un ambiente nascosto, un ipogeo dotato di otto colonne di marmo con capitello Corinzio.
Sede massonica o d’amori segreti da tener nascosti poco importa.
Il Tempio della Notte racconta storie che incuriosiscono.
Incuriosiscono come le leggende che ogni buon milanese ha sentito da piccolo raccontare intorno ai sotterranei del Castello Sforzesco.
La leggenda si fa certezza ed ecco aprirsi davanti agli occhi degli esploratori ambienti, cunicoli e fossati che raccontano la vita di un luogo e di un’epoca per fortuna non del tutto scomparsa.
Non ci sono fantasmi, ma questo non importa se, come dice Italo Calvino, “il paesaggio invisibile condiziona quello visibile, tutto ciò che si muove al sole è spinto dall’onda che batte chiusa sotto il cielo calcareo della roccia”.
Milano allora vive, sottosopra.




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