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Macao e i suoi casinò - foto : Casinò Lisboa © Giovanni Barbieri
Casinò Lisboa © Giovanni Barbieri

Macao e i suoi casinò

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L’aeroporto di Macao si trova sull’isola di Taipa. Si atterra su una striscia di terra, su una pista artificiale che lambisce l’oceano dove metri e metri di terreno sono stati strappati al mare. Ci si potrebbe chiedere come mai Macao possiede un aeroporto, perché ha una superficie di appena 26 chilometri quadrati, costituiti da un pugno di terra e dalle isole di Taipa e Coloane.

E’ tutto merito delle fiches, infatti la città è un gigantesco casinò, che continua a crescere ed espandersi grazie alla liberalizzazione della legge sul gioco d’azzardo.

L’ingresso degli investitori americani ha permesso di costruire mastodontici casinò e dal 2002 è finito il monopolio sulle case da gioco, esercitato per 40 anni dal dottor Stanley Ho, uno degli uomini più ricchi del pianeta. Girano strane storie su Stanley Ho che con il suo gruppo, la Sociedade de Turismo e Diversoes de Macau, aveva detenuto il monopolio dell’azzardo fin dal dopoguerra, ma l’arrivo degli operatori stranieri lo ha portato a perdere il controllo dei tavoli verdi.

Per giocare la gente arriva da tutta la regione. Soprattutto nei fine settimana da Shenzen, Canton e Hong Kong, così i prezzi degli alberghi s’impennano nei week – end, per poi scendere di nuovo nei giorni lavorativi. Una delle differenze fra Macao e Las Vegas sta nelle preferenze dei giocatori: qui le slot machines non sono granché popolari, sono i tavoli di baccarat ad essere sempre gremiti d’avventori, che bevono tè cinese e rimangono seduti fin quando non hanno perso l’ultima fiche.

Al calare della sera Macao risplende come una Las Vegas d’Oriente. Migliaia di lampadine colorate illuminano le facciate dei casinò, le luci inghiottono le tenebre e non riconosci la notte dal giorno. Le sale da gioco sono sfavillanti di luci, assomigliano a piccole Versailles con atri faraonici, lampadari di cristallo, stucchi e lucidi marmi alle pareti e ai pavimenti.

L’oro caratterizza gli interni e più oro c’è, più sono importanti le sale dove giocano i vip. I comuni mortali invece si devono accontentare di sale fumose con i pavimenti ricoperti da anonima moquette.

Alberghi e casinò sono dedali degni di un Teseo del XXI secolo. Labirintici contenitori con lussuosi negozi, ristoranti, saune e beauty center dove si esercita il più antico mestiere del mondo. Decine di prostitute passeggiano su e giù per i lunghi corridoi. Hanno un portamento che per l’ancheggiare ed il camminare ricorda le sfilate di moda.

Tra luci e specchi vanno avanti e indietro con piglio indaffarato e deciso. Non si fermano mai ma se intuiscono uno sguardo interessato, si parano davanti al possibile cliente che, o mercanteggia, o decide di fuggire spaventato. Sembrano tante Pretty Woman dagli occhi a mandorla alla ricerca di un principe azzurro dalle tasche piene.

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