Chi non ha mai usato una guida Lonely Planet prima, durante o addirittura dopo un viaggio?
Saranno in pochi a rispondere negativamente a questa domanda, eppure, nonostante la fama ormai planetaria della “guida delle guide”, non sono effettivamente molti quelli ne conoscono la storia.
Regent’s Park, 1970. Tony e Maureen, due giovani con un ottimismo che oggi potrebbe risultare anacronistico, si incontrano per la prima volta nel più banale dei modi: sedendosi accanto su una panchina del parco, e iniziando a chiacchierare. Si sposano il 7 ottobre 1971, esattamente un anno dopo il loro incontro.
Tony, neolaureato, un lavoro sicuro al quartiere generale della Ford inglese, capisce presto che una vita da pendolare non fa proprio al caso suo e, forse, di non essere nemmeno tagliato per fare l’ingegnere. Decide quindi di prendersi un anno di “pausa”, d’accordo con Maureen.
Si sa, uno dei modi migliori per riflettere è viaggiare, e la meta migliore per farlo, Tiziano Terzani insegna, era (e lo è ancora oggi) l’Asia, anche se la destinazione finale era per Tony e Maureen l’Australia.
Poco denaro, molte speranze e un vecchio furgoncino Morris accompagnano i giovani attraverso l’Europa fino ad Istanbul, in Turchia. Passano l’Iran e sono in Afghanistan.
Agli inizi degli anni settanta questo doveva essere ancora un paese in splendide condizioni, ignaro di un destino crudele fatto di guerra e disperazione per mano dell’ex Unione Sovietica prima, e degli Stati Uniti poi.
Venduto l’automezzo, il viaggio prosegue alla volta di Pakistan e India. A Calcutta è necessario, data l’impossibilità di attraversare la Birmania, imbarcarsi su uno dei primi voli della Thai International, quella che oggi è riconosciuta come una delle migliori compagnie aeree del mondo.
Lasciata Bangkok e il suo caldo asfissiante, ecco Singapore: troppo occidentale da sembrare decisamente fuori luogo nel contesto asiatico, ma è il destino di molte colonie.
La bellezza di Bali non basta a far dimenticare ai due che alla tappa finale manca ancora parecchia strada, o meglio, parecchia acqua.
La fortuna aiuta gli audaci. Una mattina in un bar di Kuta i due captano per caso i discorsi di uno skipper. E’ diretto in Australia ed è alla ricerca di due persone per completare l’equipaggio.
L’Australia dei quasi quaranta anni fa era un paese se possibile ancora più libero e tollerante di quello attuale. Molto aperto all’immigrazione, per i due neosposi inglesi rappresentava praticamente una panacea, dato che per i cittadini britannici era in vigore uno statuto speciale.
Niente visto e la possibilità di lavorare e abitare senza alcuna formalità.
Anche i migliori propositi di fare ritorno a casa, in Australia svaniscono. Tony e Maureen si trasferiscono per un breve periodo a Darling Point, Sydney. In quel periodo il cantiere dell’Opera House era ancora in piena attività. Occupandosi di mille lavori temporanei, una sera arriva l’illuminazione.
Perché non scriviamo una guida? Questa domanda, all’apparenza banale, pone le basi per quella che sarà la maggiore casa editrice indipendente del mondo. Quanto al nome, nasce da una canzone di Matthew Moore, Space Captain; Tony cambia la parte “lovely planet” con “lonely planet”.
Dopo un inizio incerto, l’idea viene premiata, così come la costanza e la tenacia dei due, che in breve tempo si trasferiscono a Melbourne, dove rimarranno, e iniziano l’attività di scrittori, fotografi, grafici ed editori.
Anche se Maureen e Tony hanno sempre fatto dell’indipendenza della loro casa editrice un motivo di orgoglio, nel luglio 2007 decidono di vendere all’inglese BBC.
Dopo trent’anni, milioni di guide stampate, oltre 650 titoli a catalogo, sedi in ogni continente e figli non intenzionati a portare avanti la “baracca”,d ecidono, forse non a torto, di ritirarsi.
Ora sono da qualche parte, in giro per il mondo, a fare quello che riesce loro meglio: viaggiare.





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