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Londra, sulle orme di Jack lo squartatore - foto : Nella notte di Londra © Stefano Bobba
Nella notte di Londra © Stefano Bobba

Londra, sulle orme di Jack lo squartatore

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Quartiere degradato di Londra, brutta zona quella di Whitechapel. Il rumore dei miei passi si mischia con l’odore del fumo che esce dalle bettole nel mentre molte prostitute affollano gli angoli della via. I nomi delle vittime si ripetono nella mia testa ossessivamente: Mary, Annie, Elizabeth, Catherine, Mary Jane, quelle ufficiali, in più forse Emma, Martha, Alice, Frances e Maria.

La primavera in questo posto non sembra mai arrivata, mi stringo nel cappotto maledicendo il mio Capo Redattore che mi ha messo sulle tracce di un uomo che non ha nome, non ha volto e nemmeno cuore. Un nome ce l’ha per la verità. Al giornale è arrivata una lettera di rivendicazione firmata Jack The Ripper. Lo squartatore, nome azzeccato infondo: gole recise quasi fino alla decapitazione, ventri aperti colanti intestini e varie altre mutilazioni.

Se fosse per me, me ne andrei anche a casa, non sopporto la vista del sangue e credo di essermi anche influenzato, ma il mio Capo crede che siamo vicini alla risoluzione del caso. Ancora di più da quando ieri, 25 settembre, è arrivata quella lettera:

“Caro Direttore, sento spesso dire che la polizia mi ha catturato, ma non mi fermeranno ancora. Ho riso assai quando si mostrano così abili e dicono di essere sulla pista giusta. Quella barzelletta sul Grembiule di Cuoio mi ha veramente divertito. Mi sono fissato con le prostitute e non smetterò di squartarle finché non sarò preso”.

In fondo anche io trovo ridicolo il particolare del grembiule. Ma al capo non bisogna mai rispondere, quindi: “Ho conservato un po’ della sostanza rossa dall’ultimo lavoro in una bottiglia di birra per scrivere, ma è diventata dura come colla e non posso usarla. L’inchiostro rosso va bene lo stesso spero, ah, ah”.

Io non ci trovo niente da ridere, soprattutto perché mi trovo sotto la pioggia. Cerco riparo in una locanda dove entro senza che nessuno di sobrio possa accorgersi di me, pianto la testa sul tavolo, chiudo gli occhi e involontariamente inizio a sognare.

Oniricamente mi trovo dove sono, Londra, quartieri malfamati. Allora è proprio vero che nemmeno nei sogni noi cronisti riusciamo ad evadere dalla realtà. Le immagini sono confuse seppur le strade sono più illuminate. Noto persone stranamente vestite, bisacce a tracolla ed accenti d’altri paesi. Le donne sono più svestite e forse è questo l’unica cosa che non è cambiata.

Camminando vedo insegne lampeggianti ed una bacheca con affisso un volantino. Faccio per prendere la macchina fotografica, ma mi ricordo d’averla dimenticata in redazione.

Strappo il volantino. Che strano, si pubblicizza per l’anno 2008 una grande esposizione fino al 2 novembre chiamata Jack lo Squartatore e l’East End. Mi viene da ridere nel pensare che si svolgerà al Museum in Docklands, quando lo sanno anche i muri che in quella zona non ci sono altro che capannoni abbandonati e brutte persone.

Mi si ruba addirittura il lavoro: con pochi soldi viene anche organizzato un viaggio per scoprire i luoghi dove agiva il killer e un sopralluogo sulle carte dei medici legali con tutte le descrizioni più raccapriccianti. Che a me poi il sangue ha sempre fatto impressione.

Il viaggio “di piacere” sembra anche organizzato attraverso le pagine dei quotidiani che hanno parlato lungamente di Jack e delle sue vittime. Postuma notorietà: infondo ero consapevole che un giornalistaè apprezzato solo quando muore.

La mostra apre il 15 maggio, leggo. Diamine, sono in ritardo, il mio capo mi ucciderà, la prima cosa che mi viene in mente. Però le gambe sono troppo pesanti, mentre tutto intorno scorre velocemente. Strane carrozze senza cavalli, rumori in ogni angolo, persone dalle capigliature strambe. Nelle vetrina di fianco al volantino della mostra all’improvviso si specchia una faccia dai contorni più familiari.

Alla luce il corpo prende forma: una figura chiusa in un grembiule di cuoio. Un sussulto mi sveglia ritrovandomi nelle bettola di partenza. Era solo un sogno. Nell’indifferenza generale prendo la porta, mi avvolgo di nuovo nel mio cappotto e mi incammino sulla strada mentre la luce, ritornata fioca, avvolge di nebbia la realtà.

Nel sogno, io incontrai Jack lo squartatore.

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LIBRI

Londra Babilonia

"Londra Babilonia" di Enrico Franceschini - Laterza, 2011

Londra, magica e reale

"Londra - Viaggio in una metropoli che non si ferma mai" di Roberto Bertinetti - Einaudi, 2007



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