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Leonardo di multiforme ingegno - foto : Milano, piazza della Scala, monumento a Leonardo da Vinci © Luca Ferrari
Milano, piazza della Scala, monumento a Leonardo da Vinci © Luca Ferrari

Leonardo di multiforme ingegno

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Un gesto. Un’intuizione. Un fulmine illumina l’atelier. O forse nulla di tutto questo. Semplicemente si sedeva e dipingeva. Progettava. Studiava. Musicava. Realizzava. Dalla realtà all’immaginazione, e ritorno. Potrebbe essere questa in sintesi, la storia di Messer Rinascimento, Leonardo da Vinci (1452-1519).

A Milano, il genio soggiornò per il periodo più lungo della sua vita. Diciott’anni. Dal 1482 al 1500. Una statua (ma non solo) ne tramanda i multiforme ingegno. Questa si trova n Piazza della Scala, il cui nome si rifà alla Chiesa di Santa Maria alla Scala, eretta nel 1381 e così chiamata in onore della committente, Regina della Scala moglie di Bernabò Visconti.

A realizzare il monumento a lui dedicato fu Pietro Magni (1817-1877) La statua, inaugurata il 12 settembre 1872, venne realizzata in marmo bianco e fatta poggiare su un piedestallo ottagonale in granito rosso. Su quattro degli otto lati vi sono dei bassorilievi che hanno per tema Leonardo pittore, scultore, architetto e stratega, e genio idraulico.

Il Leonardo quindi che dipinge il Cenacolo, che scolpisce la statua di Francesco Sforza, che dirige le fortificazioni, che si occupa dei canali navigabili in Lombardia.

Il Da Vinci arrivò abbandona la Toscana all’età di trent’anni, si trasferì nelle terre nel Ducato di Milano, da Ludovico il Moro. Vi arrivò dopo aver già partorito alcuni capolavori come L’Annunciazione (olio e tempera su tavola. 1472-75; Galleria degli Uffizi, Firenze); la Madonna del garofano (olio su tavola, 1478; Alte Pinakotek, Monaco)l’Adorazione dei Magi (olio su tavola, 1481-82; Galleria degli Uffizi, Firenze).

Fu pittore, architetto, scultore, ingegnere, anatomista, matematico, letterato, musicista e inventore. Forse oggi sarebbe ignorato uno come lui. In Italia, per lo meno. Forse nel 2008 il “Leo” se ne starebbe in qualche centro super-moderno negli States o in Germania. Ma all’epoca c’erano i mecenati. C’era un mondo da far evolvere.

La lezione che Leonardo ci ha lasciato (molto ben documentata) è l’arte della ricerca. L’arte di imparare. Poteva essere solo un artista. Voleva di più. Quasi che fosse una sua urgenza interiore. Quella di comprendere. Di trovare soluzioni. Di toccare sentieri che l’uomo non aveva ancora calcato.

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1 commento a “Leonardo di multiforme ingegno”

  • carmelina alle ore 10:28 pm scrive:

    sei eccezionale luca!
    Ti volevo anche dire che qui a firenze in un museo dedicato
    a Leonardo c’è una statua dedicata al genio dell’umanità realizzata da Yvonne

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