L’impero inca proibiva il loro sacrificio. Solo il re poteva disporre di questi animali.
All’epoca della civiltà incaica, che si è diffusa tra il XIII e XVI secolo nelle zone del Perù, dell’Ecuador, del Cile e dell’Argentina, c’erano due milioni di esemplari.
Parliamo della vigogna, un lontano parente del lama, un animale sacro per le antiche popolazioni, donato dal dio del Sole agli uomini perché si proteggessero dal freddo gelido con il suo manto.
Questo camelide è stato oggetto di una persecuzione indiscriminata da parte dei bracconieri nel secolo appena passato, accecati dalla buonissima qualità della lana e dall’alta quotazione del prodotto sui mercati internazionali.
La lana di vigogna è, infatti, una delle fibre più costose al mondo e supera in sottigliezza il cachemire. Il prezzo minimo è di circa 440 dollari al chilo e si riferisce alla lana appena tosata e non trattata.
L’alto valore del prodotto ha avuto come estrema conseguenza la forte riduzione del numero di vigogne in circolazione.
Nel 1975 questo prezioso camelide venne inserito nella lista della Convenzione sul commercio internazionale delle specie di flora e fauna minacciate di estinzione (CITES).
Si presero dunque i primi provvedimenti. Il passo più significativo venne compiuto nel 1987 quando si affidarono ufficialmente le greggi alle popolazioni indigene, offrendo loro un indennizzo per il foraggio consumato nelle loro terre.
Oggi ci sono circa 150mila esemplari di vigogna in Perù e la specie non rischia più l’estinzione. D’altronde, per il governo peruviano, il valore di questo animale andava ben oltre la qualità del suo pelo. Apparteneva alla cultura del suo popolo ed era considerato sacro dagli antichi abitanti di quelle terre.
Gli inca catturavano le vigogne durante la cerimonia del “chaccu” la cui parola, in lingua quechua, significa “recinto di caccia”, un rituale tramandato fino ai giorni nostri.
Il prossimo 24 giugno centinaia di persona nel distretto di Ayacucho, vicino alla città peruviana di Nazca, nella pampa andina, stringeranno una corda multicolore di duemila metri e tra canti, musica e ripetendo incessantemente la parola “chaccu”, spingeranno le vigogne verso il recinto.
Sotto l’occhio vigile delle autorità del CITES si procederà alla tosatura, che per legge, si può fare ogni due anni.
Un festa in onore della vigogna, un animale sacro e protetto nell’antichità, da continuare a proteggere e rispettare, fonte di ricchezza per il paese e parte della cultura andina.




Organizza il tuo viaggio
Prenota il tuo volo
Prenota il treno
Rent a car




