Fra le luci che investono l’atmosfera dicembrina, ecco i bambini che si siedono sulle ginocchia di un simpatico omone con una barba bianca, venuto da un regno magico per ascoltare le loro richieste. Un momento indimenticabile che potranno raccontare ad amichetti e parenti affettuosi. Qualche minuto che conserveranno per sempre nei loro grandi cuoricini.
E poi andando in giro, si sente anche la gente che disprezza il natale. Il facile consumismo. Trascurando invece il messaggio che viene regalato e che è portatore di poteri inimmaginabili. Non è un mistero infatti che il certi regimi oscurantisti impediscono quelle manifestazioni che hanno il solo “peccato” di infondere gioia.
Da bravo Sherlock Holmes, punto la lente d’ingrandimento nel centro commerciale di Portogruaro (VE), dove l’artista Renato Minozzi ha allestito il suo ufficio postale natalizio. Per chi è adesso bambino, la lettera deve sembrare già un’anticaglia. La facile tecnologia di telefonini e computer sta bruciando la gioia e l’emozione di scrivere.
Questa volta no. Almeno a Natale, il moderno si piega alle tradizioni. E così cominciano. C’è chi resta sul classico, tratteggiando fiori rossi attorno all’indirizzo. La maggior parte dei “pargoletti” punta però alla propria versione personalizzata di Babbo Natale. C’è quello con la renna parlante, e il modello con occhiali di sale e motorizzato.
Simile a un miracolo sbocciato dal nulla, vedere un tavolo che magicamente viene agghindato con matite e pennarelli e un foglio in origine bianco, trasformarsi via via in un mondo fatto di semplici desideri, pizzica gli occhi dell’anima. E ancora non sanno che la fantasia ha il colore di quello che ciascuno riesce a esprimere.
Passa ancora un po’ di tempo, e altri piccini si accomodano per le loro richieste. Ed ecco l’uomo col sacco seduto a una tavola imbandita con i sette nani della favola di Biancaneve. Un altro ancora, seduto che medita in posizione yoga, e perfino un “Babbo” in compagnia del fido cane di Topolino, Pluto.
Prendo un seggiolino e provo a scarabocchiare qualcosa. Non sono mai stato un asso del disegno. Così, a parte qualche stella gialla, il resto lo lascio a un manto compatto, bluastro e libertino. Arrossisco all’idea che qualche angelo curioso mi possa spiare. Non mi affido alla volontà, solo ai miei desideri istintivi.




Organizza il tuo viaggio
Prenota il tuo volo
Prenota il treno
Rent a car




