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La carovana della Pace attraversa l’Italia - foto : Firenze, la Marcia della Pace © Marco Intini
Firenze, la Marcia della Pace © Marco Intini

La carovana della Pace attraversa l’Italia

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Disarmo nucleare a livello mondiale. Riduzione progressiva e proporzionale degli armamenti convenzionali. Firma di trattati di non aggressione tra paesi. Ritiro immediato delle truppe d’invasione dai territori occupati. Rinuncia dei governi a utilizzare le guerre come mezzo di risoluzione dei conflitti.

Con queste finalità, il 2 ottobre scorso, a 140 anni esatti dalla nascita del Mahatma Gandhi. è partita da Wellington (Nuova Zelanda) la Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza.

Dopo circa 40 giorni di viaggio, la carovana è sbarcata nei giorni scorsi anche in Italia, toccando Milano, Torino, Genova, Bologna, Firenze, Attigliano, Napoli e Roma. Dopo l’Italia, la carovana resterà ancora in Europa, quindi si sposterà in Africa e Americhe, per concludersi il 2 gennaio 2010 a Punta de Vacas (Argentina), terra natia di Mario Luis Rodgriguez Cobos, meglio conosciuto come Silo, ideologo del Movimento Umanista.

Molti i personaggi che hanno aderito, dall’ex-presidente degli Stati Uniti, Jimmy Carter, al Premio Nobel per la Pace, l’arcivescovo sudafricano Desmond Tutu. Numerosi capi di stato, e la regina Rania di Giordania. Tra i personaggi famosi: Isabel Allende, Pedro Almodovar, Penelope Cruz, Viggo Mortensen, Yoko Ono, Lou Reed, e organizzazioni internazionali come Amnesty International, Croce Rossa, Madres de Plaza de Mayo, Medici Senza Frontiere.

Leonardo Monducci, esponente del Movimento Umanista dal 1995 (e in tempi più recenti anche del Partito per il quale si è candidato più volte alle elezioni comunali) era per strada l’11 novembre, insieme ad altre duemila persone, nel centro di Firenze. A fare cosa, è lui stesso a spiegarcelo.

Sig. Monducci, qual’è il significato di questa marcia?
In particolare dal punto di vista culturale, la Marcia dà un messaggio universale che parla di cambiare il mondo attraverso un atteggiamento nostro, intimo e personale di repulsione ad ogni forma di violenza. La trasformazione sociale è la seconda fase, che si darà grazie a questa nuova sensibilità che si farà strada. Abbiamo avuto molte risposte positive dalle città di tutto il mondo. Non di meno, questo evento ha aperto un piccolo spiraglio nelle nostre relazioni, come persone ed esponenti nonviolenti, con le varie istituzioni e organizzazioni che hanno aderito a questa iniziativa.

A Firenze com’è andata? C’è stata più presenza di quanto ce ne aspettassimo, con delegazioni di Greenpeace, l’ANPI provinciale di Firenze, Tavole per la Pace di vari comuni toscani, l’associazione degli studenti iraniani, la rete di solidarietà Colombia Vive, sindacati di base, scuole di ogni livello.

A livello personale cosa le ha trasmesso? E’ stato moto interessante vedere la risposta della gente. La Marcia si sta rivelando un’ottima occasione per parlare della nonviolenza uscendo dagli schemi preconfezionati alla Gandhi/Martin Luther King . Noi parliamo di una questione di sensibilità e culturale. Inserire l’azione nonviolenta come un fattore e stile di vita. Personalmente ho sentito una forte attenzione alle tematiche più generali della Nonviolenza, al suo aspetto più profondo. I 5 punti sui cui la Marcia Mondiale pone attenzione sono fondamentali per arrivare a sensibilizzare le persone, noi compresi, a temi spesso non considerati come prioritari. Ma l’aspetto principale, quello di lavorare per una nuova cultura dominante in questo mondo, è stato quello che più ci ha dato modo di incontrarsi con la gente comune. Alla fine, questa Marcia è della gente, è per la gente comune come lo siamo noi, e speriamo sia un buon inizio per un percorso di trasformazione assolutamente necessario in questa epoca e in futuro.

Lei ha un figlio piccolo. Che cosa cerca di insegnargli? La cosa che più mi preme è il valore della voglia e della necessità di stare insieme ad altre persone. Condividere e lavorare insieme. Il gusto di stare nella gente per la gente. Sarà un processo lungo ma già vedo tracce di questa mentalità nelle giovani generazioni, al di là degli stereotipi dei giovani che ci trasmettono i mass media. Esiste una fascia di giovani, la generazione post-muro di Berlino, che secondo me ha in sé il germe di una nuova cultura e sensibilità. Occorre riuscire a valorizzarla. È quello che spero di riuscire a fare con mio figlio..

Nella folla vedo un bimbo che cammina spedito. È sereno. Corre verso un mondo che ogni essere umano ha il dovere di costruire. Come disse il fondatore Silo nel suo celebre discorso pronunciato l’8 novembre 1991 a Parigi, “Spiega loro quello che è successo, in modo che anch’essi possano portare questo messaggio. Pace, Forza e Allegria!”.

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LIBRI

Le 10 regole del viaggio ideale

"Le dieci regole del viaggio ideale" di Fabiola Marchet - Gruppo Editoriale Armenia, 2011

I padroni delle città

"I padroni delle città" di Curzio Maltese - Feltrinelli, 2007



2 commenti a “La carovana della Pace attraversa l’Italia”

  • Paolo vecchi alle ore 3:41 pm scrive:

    e’ quello che ci vuole, bisogna continuare e insistere instancabilmente

  • Luca Ferrari alle ore 3:54 pm scrive:

    ciao Paolo, grazie per il messaggio. Mi trovi pienamente d’accordo con te. Il significato di questa marcia va ben oltre il passaggio simbolico in tutto il mondo.

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