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Kosterhavet, nel parco marino di Svezia - foto : Stella marina
Stella marina "sole-rosso" © Tomas Lundälv e Lisbeth Jonsson

Kosterhavet, nel parco marino di Svezia

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Spugne. Ricci di mare. Coralli. Gamberi. Delicato pianeta subacqueo colora il mondo, ignaro di tutto quello che succede in superficie. Dentro il fiordo di Koster-Väderö (importante luogo di riproduzione di pesci e crostacei), a due ore a nord di Göteborg, è nato il Kosterhavet, il primo parco nazionale marino di Svezia.

Un’area protetta questa, che è la più ricca della nazione scandinava in termini di biodiversità, grazie a un habitat di flora e fauna unico nel suo genere. Dimensioni ragguardevoli: quattrocento chilometri, trecentonovanta dei quali sott’acqua, situata attorno alle due isole Koster (nella provincia di Bohuslän).

Cifre grosse anche riguardo gli ospiti. Sono più di trecento infatti le specie animali e vegetali che si trovano solo in questo meraviglioso angolo di Svezia, tra cui alcune barriere di corallo d’altura, appartenente alla specie Lophelia Pertusa, oltre ad alcuni brachiopodi e spugne (Poriferi).

Il parco include anche alcuni siti legati a forme di pesca e di agricoltura costiera secondo tecniche tradizionali, che vengono salvaguardati come patrimonio culturale. La zona costituisce un habitat importante per il gamberetto nordico, la cui pesca rappresenta una delle industrie più importanti della costa.

Il Kosterhavet, ventinovesimo parco protetto complessivo della nazione, rientra nella logica del “preservare, proteggere e sviluppare”. Un altro importante tassello dunque che contribuisce a rinforzare la linea del turismo sostenibile dove l’acqua-coltura, l’allevamento di molluschi e ostriche, moto diffusi sulle coste svedesi, sono permessi solo nella misura in cui non recano danno all’ambiente.

Kosterhavet bidimensionale. Fondali duri e morbidi a più di duecento metri di profondità, e fondali sabbiosi anche poco profondi andando verso lo Skagerrak (braccio del Mare del Nord). Un’altra particolarità è che il fiordo Koster-Väderö, grazie alla Fossa Norvegese è collegato all’Oceano Atlantico, rendendo così le condizioni tali da avere come ospiti specie animali che normalmente prolifererebbero sulle coste continentali.

Per raggiungere la zona, in particolare d’estate, si salpa da Strömstad. E come nei voli internazionali si può seguire la rotta e scrutare il panorama sottostante dal proprio sedile grazie a una telecamera esterna, così a bordo del battello, si può osservare la vita sottomarina.

Ma dov’è quel sarto celeste che riesce a ricamare simili meraviglie? Un tuffo nel blu, carezzando soffici rocce, giocando a nascondino con qualche aragosta, e nuotando a slalom tra filari cristallini. E poi uscire rompendo la crosta acquea, e guardare l’universo come mai era accaduto prima. Può succedere anche questo. Da uno scoglio delle isole Koster.

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Il divano del Nord – viaggio in Scandinavia

"Il divano del Nord - viaggio in Scandinavia" di Ennio Cavalli - Feltrinelli, 2005



1 commento a “Kosterhavet, nel parco marino di Svezia”

  • manuela alle ore 10:39 am scrive:

    Quel sarto celeste è qui accanto a te ed a me, che attende che gli doniamo tutto ul nostro cuore per farci abitare in una casa ancora più meravigliosa di quella che ha decorato nei fondali dei mari, o sulle pendici dei monti, per accoglierci a braccia apertie, il giorno in cui tutto questo male che li sta distruggendo finirà.
    Ci stiamo preparando per incontrarlo?
    Grazie Luca per scrivere in questa prospettiva.
    Che Dio ti benedica.

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