Anche se risulta difficile da credere alle nostre latitudini, la carenza di strutture igieniche con bagni puliti provoca direttamente la morte di almeno cinque milioni di persone ogni anno, la maggior parte bambini. Come sempre sono i più disagiati a soffrirne; Africa e Asia i continenti in testa alla triste classifica.
Consapevole di questa situazione disastrosa, Jack Sim, classe 1957, ha pensato di fondare la “World Toilet Organization” o “WTO”. Con base a Singapore, e da non confondere con la più famosa World Trade Organization.
L’organizzazione voluta da Sim è divenuta nel corso degli anni un vero e proprio punto di riferimento, fungendo da network per tutte le altre associazioni operanti nello stesso campo.
Più di 50 membri provenienti da 42 nazioni differenti mirano a trasformare il quesito dei servizi igienici un argomento chiave del dibattito mondiale. Prima di loro questo problema era quasi ignorato, nel migliore dei casi, sottovalutato.
L’attenzione globale è solitamente puntata ai problemi legati alla fame, alle malattie infettive e, in tempi più recenti, al riscaldamento globale, o “global warming” ma ben poca risonanza è stata data al problema sollevato dalla WTO.
Grazie a questa organizzazione, ogni anno rappresentanti di associazioni umanitarie, esponenti politici e personalità scientifiche si incontrano per discutere di questo problema ed il 19 novembre è diventato ufficialmente il “giorno mondiale del gabinetto” (leggi: “World toilet day”). Non solo.
Sim ha anche fondato il World Toilet College (del quale è pure presidente), ovvero un istituto con l’obiettivo di divulgare soluzioni specifiche per progettisti, volontari ed operatori del settore.
I primi risultati di questa “accademia della toilette” hanno dato vita in Indonesia ad una serie di bagni in grado di produrre energia dal biogas. La costruzione è avvenuta facendo uso di materiali locali secondo i princípi della sostenibilità ambientale.
Sim ha partecipato ai lavori, i quali si sono svolti a mò di lezione vera e propria, per rendere i costruttori locali indipendenti nelle future realizzazioni.
L’energico cinquantenne si definisce come un evangelista la cui missione è portare un miglioramento concreto alla situazione sanitaria dei servizi igienici. In effetti, l’esperienza realizzata a Singapore nel corso degli anni ha dato ragione a Sim ed il piccolo stato insulare è passato, da una situazione semi disastrosa, a punto di riferimento in questo campo.
La scelta di Nuova Delhi come sede per il summit di quest’anno non è stata casuale. L’India è una delle nazioni, insieme alla Cina, ad avere avuto nel corso dell’ultimo decennio un impressionante sviluppo economico, al quale non è purtroppo corrisposto uno sviluppo nelle condizioni di vita.
I dati sono impietosi: oltre il quaranta per cento della popolazione non possiede servizi igienici. Su un totale di oltre un miliardo di persone, il dato fa riflettere.
Dimezzare questa percentuale entro il 2015 sembra un proposito fin troppo ottimista, anche se l’entusiasmo degli organizzatori è stimolante e fa ben sperare. E Jack Sim, un passato da imprenditore, intende sfruttare l’esperienza accumulata per coinvolgere, oltre alle autorità politiche, i leader mondiali nella produzione di sistemi sanitari.
Le Nazioni Unite hanno proclamato, magari con un po’ di ritardo, il 2008 come l’anno dell’igiene, insistendo specialmente nelle aree dei paesi in via di sviluppo.
In effetti, non è difficile immagine quante vite potrebbero essere salvate se solo venissero seguite le più elementari norme in materia di igiene e sanità.
Come al solito non manca lo zoccolo duro degli scettici, però c’è anche chi cha fiducia nella riuscita dell’impresa. Buona fortuna, signor Sim.





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