« Olocausto, esperimenti di morte Disarming Britain »


Ivrea, cent’anni di Olivetti - foto : Olivetti, Una bella società © we-make-money-not-art
Olivetti, Una bella società © we-make-money-not-art

Ivrea, cent’anni di Olivetti

di

stampa stampa

Era il 22 ottobre 1908 quando Camillo Olivetti fondò ad Ivrea la sua società per produrre macchine da scrivere. Molte persone a lui vicine gli diedero del pazzo all’annuncio di voler aprire un’azienda specializzata in meccanica. A torto invece, l’imprenditore e soprattutto il figlio Adriano saranno i protagonisti di una delle più importanti avventure italiane dal punto di vista industriale ed umano.

Alla fine del 1932 Adriano Olivetti diventa direttore generale dell’azienda ed introduce una serie di novità all’interno della fabbrica che hanno come comune denominatore il benessere dell’operaio. Una visione nuova del posto di lavoro, estranea all’epoca che non mira solo al massimo profitto per l’industriale.

Nel 1936 crea il Centro Formazione Meccanici dove i ragazzi di 14 anni hanno la possibilità di farsi una cultura: la storia dell’arte, la Costituzione e il disegno sono alcune delle materie insegnate. Gli allievi più meritevoli poi, possono accedere a livelli di apprendimento più avanzati e seguire lezioni con docenti stranieri. Lo scopo? Fornire a dei semplici contadini delle nozioni tecniche per diventare dei grandi professionisti.

Negli anni ’30 le famiglie italiane devono affrontare situazioni di vita difficili. Adriano decide di investire anche nei Servizi Sociali: mette a disposizione per i suoi dipendenti autobus a prezzi scontati, una mensa aziendale, un’infermeria, una biblioteca e dei benefit per le donne lavoratrici (9 mesi di aspettativa retribuita quasi totalmente).

A testimonianza di quanto gli sta a cuore il benessere dei dipendenti, nel 1940 inaugura l’asilo nido, una delle poche costruzioni di Olivetti che ha conservato ancora oggi la sua funzione.

Le iniziative sociali e culturali fanno “bene” alla sua azienda: nel 1958 lavorano 14.200 persone e le esportazioni raggiungono il 60 per cento.

Ma nel 1960 Adriano muore prematuramente e lascia una società fortemente indebitata per l’acquisto dell’americana Underwood. È il periodo del passaggio dalla meccanica all’elettronica.

Gli imprenditori che si susseguono alla guida dell’azienda non hanno lo stesso carisma di Adriano e la favola si conclude definitivamente nel 2003 quando il titolo Olivetti viene cancellato dalla Borsa.

Oggi a cent’anni dalla fondazione della fabbrica di Camillo rimangono solo call center di Infostrada ed Omnitel, ma la stagione delle telecomunicazioni è già stata abbandonata con la vendita delle due società da parte di Roberto Colannino, impegnato nella scalata a Telecom.

stampa stampa
LIBRI

Ogni cosa alla sua stagione

"Ogni cosa alla sua stagione" di Enzo Bianchi - Einaudi, 2010

Torino è casa mia

"Torino è casa mia" di Giuseppe Culicchia - Laterza, 2005



comment Lascia un commento a "Ivrea, cent’anni di Olivetti"

I campi contrassegnati da (*) sono obbligatori.



 





I Commenti più recenti
- Paolo COdo su Il giro del mondo in auto
- Anna Maria su A come Amarcord
- nicoletta luchena su Pergamon Museum, Berlino imponente
- Paolo Codo su Il giro del mondo in auto
- Paolo Codo su Il giro del mondo in auto
- Paolo Codo su Il giro del mondo in auto

Le ultime dal forum



SCELTI PER VOI

Storie

Ballo del Doge, incanto a Venezia
di

Ballo del Doge, incanto a Venezia - foto : Il Ballo del Doge 2010 © Rocco

Vanity Fair l’ha definito il ballo più sontuoso, raffinato ed esclusivo del mondo. La BBC l’ha inserito nella classifica delle 10 cose da fare assolutamente nella vita. La CNN lo ha raccontato a 200 milioni di telespettatori. Sabato 8 marzo torna il ballo più esclusivo del Carnevale veneziano.

Reportage

Venezia, città del Carnevale
di

Venezia, città del Carnevale - foto : Isola di S. Giorgio, maschere fronte Venezia © Federico Roiter

Viaggio tra presente e storia, nella festa simbolo della città lagunare. Dalle origini latine a quelle greche dei culti dionisiaci, passando per le feste 700esche narrate da Carlo Goldoni, e incarnate da Giacomo Casanova, fino a Sensation 2010.

Reportage

Discesa dall’Alpe Veglia
di

Discesa dall’Alpe Veglia - foto : Le vette dell’Alpe Veglia © Fabio Castano

Sfiorare il cielo all’Alpe Veglia e prendere la via del ritorno. Assaporare la sensazione del riposo dopo la fatica. Tornare, riflettere, raccontare: chiudere il cerchio di un’esperienza unica.






il reporter raccontare oltre il confine è testata registrata presso il Tribunale di Vercelli n. 4/2010 | © 2007-2012 il reporter