Il tempo le aveva nascoste sotto una duna di sabbia, sulla spiaggia dell’isola di Uist, in Scozia. Come siano riapparse è un mistero, compreso il luogo preciso in cui sono state ritrovate. Gli archeologi scozzesi non hanno voluto rivelare di più. Ma le monete romane nelle loro mani sono vere. Eccome.
Secondo Kate Mcdonald, una esperta che vive nella zona da tre anni e mezzo e studia all’Università di Sheffield «è davvero molto difficile “catturare” due esemplari così vicini in un fazzoletto di terra sulle Ebridi Esterne. Tanto più che l’alta marea avrebbe potuto portale via con sé per sempre».
Dai primi accertamenti, sembra che le monete risalgano alla metà del IV secolo. In termini scozzesi si tratta dell’Età del Ferro, per quelli inglesi del periodo tardo Romano. Insieme ad altri sette esemplari, ritrovati in un’altra circostanza, quelli delle Uist formano un piccolo tesoro. Se non altro a livello storico.
Adesso sono stati portati al museo locale, ma l’archeologa non esclude che si possano trasferire a Edimburgo per un esame più approfondito. Ciò che la lascia sorpresa sono le condizioni delle monete: «Sono veramente ben conservate. Ci si poteva aspettare che il sale le avrebbe corrose. Invece, una volta pulite dalla sabbia, sembrano nuove di zecca. Come se fossero state coniate ieri».
Gli studiosi si chiedono in quale modo siano arrivate sull’isola di Uist. Alcuni di loro sostengono che possano essere state portate lì dalla terra ferma grazie a dei viaggiatori che solcavano i mari in quel periodo o dagli stessi romani.
Dopo una ricerca estenuante, con strumenti di alta precisione, gli esperti sono giunti alla sconsolata conclusione che la spiaggia non regalerà altri tesori di questo genere. Almeno sino alla prossima marea.




Organizza il tuo viaggio
Prenota il tuo volo
Prenota il treno
Rent a car


